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Inserire il tuo racconto
Noi 4 in una stanza...........
Io ed Elisabetta avevamo raggiunto sin dall’inizio una forte intesa sessuale e, quasi ogni giorno, passavamo ore a fare sesso. Spesso abbiamo avuto rapporti in posti all’aperto (parco cittadino, villette disabitate, teatro civico in costruzione, spiaggia) ed ovviamente più volte siamo stati beccati in flagrante, però presto abbiamo capito che questo ci eccitava. Lo scoprimmo durante una giornata di “vela” autunnale, mentre scopavamo su una terrazza di una villetta di S. Elia. Infatti ci accorgemmo che 2 ragazzi ci stavano osservando in silenzio ed a poca distanza, e ciò piuttosto che inibirci ci eccitò alquanto… Al punto che da quel giorno fantasticammo su eventuali partecipazioni “esterne”. L’occasione capitò durante un weekend in una villetta di amici a Torre delle Stelle, eravamo un gruppone quindi dovemmo stivarci in più coppie per ogni camera, con noi vennero Fabrizio e Teresa, i quali flirtavano ma non erano coppia fissa. La mattina seguente, dopo una nottata passata a ridere, scherzare e giocare spensieratamente, mi svegliai con una forte erezione e siccome la presenza degli altri non mi dava alcun fastidio (con Fabrizio avevamo fatto diversi campeggi insieme e ne avevamo viste di cotte e di crude, con Teresa ero molto in confidenza e sapevo che di certo lei non si sarebbe turbata granché), iniziai a leccare le tette di Betty.. delle splendide tette sode da 19nne… una 3^ abbondante…questo la mandò subito in visibilio e passò subito al succhiarmi il cazzo. I ns traffici svegliarono Fabrizio e Teresa ma fecero finta di dormire sino a quando, mentre scopavo Betty a 4 zampe, le chiesi se aveva voglia di prenderlo anche in bocca…… e fu l’inizio del casino.. infatti Fabrizio su pronto (il furbastro finto dormiente) a proporgli il suo già ben duro proprio nel momento in cui Betty aveva il suo secondo orgasmo e non capiva più nulla….. così lo prese in bocca tenendo gli occhi chiusi e mugolando per il piacere….. Teresa colse la palla al balzo e visto che Betty era momentaneamente KO si fece avanti afferrando i ns uccelli mentre ci guardava negli occhi con uno sguardo incredibile.. ci fece sedere ed iniziò a leccarci entrambi…andammo fuori di testa.. Il bello fu che le ragazze iniziarono una specie di gara silenziosa a chi era più porca…. Tra l’altro si dedicarono esclusivamente a noi, loro quasi neanche si sfiorarono… ad ogni idea porca di una sopraggiungeva l’idea più porca dell’altra… alla fine fu un pareggio… non ci lesinarono un solo angolo del loro corpo ed il momento più bollente fu quando vollero che le penetrassimo contemporaneamente…………. Al che non ressi più e dopo aver fatto venire per l’ennesima volta Betty …sborrai, mentre lei mi masturbava, sul viso di Teresa.
LA TUNISIA
Il primo viaggio che faccio senza mio marito, tra l'altro contrario, lo faccio apposta in Tunisia. Negli ultimi anni sono andata spesso a sciare da sola, ho fatto delle amicizie e gli uomini che ho conosciuto impazziscono per la mia verve e personalità. Non solo, nonostante i miei due figli, ammirano il mio corpo da negra: capelli neri, lunghi fino alle spalle e mossi, occhi e pelle scuri, terza di seno con capezzoli scurissimi, il mio culo si è fatto abbondante ma questo lo rende più appetibile, le gambe sono sempre state un mio punto d'orgoglio. Sono per le vie di Hammamet ed un vestitino nero senza maniche, sagomato sulle mie forme e con minigonna, mi fascia mentre passeggio nel suk, il mercato tipico pervaso dagli odori forti di spezie, insieme a mia sorella. Ci sediamo a gustare un sorbetto di limone. Il caldo è intenso, la mia pelle è imperlata di sudore. Vedo due ragazzi tunisini, entrambi mori, asciutto il primo, grosso ed insolitamente muscoloso il secondo, che ci indicano, ridacchiano e fanno gesti osceni, mimando il rapporto sessuale ed orale. In preda alla rabbia mi alzo e mi avvicino, non sono tipa da mettersi in soggezione: "Piantatela di fare gli stronzi". I due parlano italiano, male ma lo parlano, il più grosso dice: "Hai carattere, italiana, ma non volevamo offendere né te né tua sorella, stavamo dicendo che ci piacerebbe fottervi tutte e due. Io sono Malik, il miglior scopatore della zona, amo le italiane come te". La mia libertà di decidere mi eccita, lo provoco: "Ho preso un sacco di cazzi, non sei il primo, sei sicuro di valere quello che dici?". Lui mi afferra la testa, mi parla minaccioso: "Sei tu sicura di poter reggere a tutto quello che ti farò? Ti farò godere fino a chiedermi pietà". "Vediamo" rispondo sicura. Ci accompagnano in una grande casa africana, muri gialli e tende porpora, nella penombra ci sono altri due (di cui uno rasato e con un grosso orecchino) che ci aspettano. Hanno in mano coltelli ed altre lame. Quello rasato, con una spessa cicatrice sul volto maschio, sembra il capo, parla volutamente italiano con accento francese ed ordina: "Separatele". Mia sorella grida: "no, voglio restare con lei". Io le dico: "stai calma, non ti faranno niente". "Infatti", mi risponde Malik, "useremo lei solo dopo aver usato te, sei tu quella da domare". "Vaffanculo" gli grido, per tutta risposta mi bendano, mi spogliano completamente, mi mettono addosso un lungo velo rosso trasparente, catene ai polsi dietro la schiena, un collare con catena al collo. Resto nella penombra per ore. Poi entrano in tre, più il capo, in mano una frusta di cuoio. Si avvicina, gli altri sono nudi, lui ha uno straccio che nasconde il sesso. Parlano concitatamente fra di loro nella loro lingua, poi vengo fatta girare di scatto, le mani vengono fissate ad una robusta barra di legno. Uno dei servitori nudi mi solleva la veste, il culo nudo è all'aria. Con gli occhi che gli brillano di malvagità, il capo comincia a battere e battere ancora. Resisto ai primi tre colpi, mordendomi le labbra, lui colpisce più forte su culo e schiena, io grido, intorno a me voci eccitate, incitamenti, risolini isterici. Dopo una ventina di frustate, il capo si gira verso Malik e gli ordina qualcosa. Lui è già pronto, nudo, riesco a vedere un enorme cazzo scuro, sui 27 centimetri, gli altri mi tengono ferma, le sue mani sono sulle mie natiche insanguinate, comincia ad incularmi. Il mio culo è vergine ed il dolore è tremendo, tento di non dare a questi bastardi soddisfazioni, ma mentre Malik mi apre, l'urlo soffocato assomiglia ad un ringhio ferito, eccitando tutti gli altri. Poi comincia lo spettacolo: sento i suoi grandi colpi, le palle che sbattono contro le chiappe, mentre mi strizza i capezzoli turgidi, mena grandi colpi, grondandomi il sudore addosso. Si inarca ad ogni botta, sempre più veloce e profondo, poi comincia a venire ed io con lui, gemo come una bestia in calore, a denti stretti. Mentre viene mi lecca le ferite della frusta sulla schiena, sento i getti di sperma nel culo, urlo anche io con le gambe che tremano. Non è finita. Il capo mi parla, mentre il seme di Malik mi scivola per le cosce: "Hai orgoglio, straniera, e sai dare piacere. I miei uomini ne vogliono ancora, dovrai farne godere tre, se non vuoi finire con la gola tagliata" e mi avvicina un machete alla gola. Esausta ma eccitata, rispondo: "vi faccio venire tutti, non siete altro che cazzi da usare". Mi levano quel che resta della veste, sono totalmente nuda e alla loro mercé: uno di loro si sdraia, mi metto il suo cazzo dentro, comincio a cavalcarlo, lo sento che geme, trema, mi sento afferrare per i capelli, non li distinguo più ormai, solo sagome ed i loro odori di cattiveria e sesso umido. Un secondo mi tira i capelli e mi mette un altro cazzo in bocca, entra fino alle palle, sento odore di muschio e zenzero, sto sballando, il mondo scompare e restiamo solo noi, la troia ed i suoi maschi. Succhio e spingo, mentre loro mi toccano, mi leccano, mi baciano, ed ecco il gran finale: un altro cazzo in culo, forse quello del ragazzino del suk, il dolore è atroce ma continuo a godere con tre uomini dentro. E' arrivato il momento del capo, con un gesto li fa fermare: "Guardami, donna". Si spoglia rivelando un corpo segnato da ferite, con un enorme cazzo (30 centimentri almeno) gonfio, parla ancora: "Ora ti possiederò con una spada doppia". Gli altri tre riprendono a muoversi, menando gran colpi, lui è dietro il ragazzino che mi incula, lo penetra, lui geme con il cazzo più duro, spinge, ora sono in due a spingermi da dietro, sempre più forte, sempre di più, sono fuori di testa ed urlo forte mentre tutti e quattro vengono in bocca, nel culo, nella figa infiammata. E' ormai notte ed io sono coperta di seme, sudore e sangue. Allora fanno entrare mia sorella, nuda, magra con il seno piccolo, molto diversa da me, spaurita. Lei, così giovane, è tutta per il capo. Lui prende un laccio di stoffa nera, la fa sdraiare e la incula, stringendole il collo con il laccio. Lo spettacolo è selvaggio, lei soffoca e gode, lui le viene in culo, per me è troppo, svengo...
TRIO CON IL DIPENDENTE DI VOGLIOSA
Nei giorni a seguire pensai molto a questa esperienza , anche perche’ ovviamente la mia vita e’cambiata . Dopo sette anni di matrimonio io e mio marito ci amiamo ancora pero’ abbiamo voglia anche di qualcosa di diverso. A me ha eccitato non solo i miei rapporti sessuali con un'altra persona ma anche vedere mio marito sempre dirigente sul lavoro , a volte prepotente , vederlo sottomesso e posseduto analmente. Penso che per un uomo sia la cosa piu’ umiliante che possa capitare. Percio’ mi sarebbe piaciuto vederlo sodomizzato da un nostro dipendente , che lui tratta sempre male . Questo ragazzo di 20 anni , e’ un ragazzino sempre attento alla moda e a volte mi fa pensare che sia bsx. Cercai di realizzare il mio piano partendo un po da lontano ovviamente , sarebbe imbarazzante una cosa capita male in questo caso. Percio’ cominciai col mostrargli foto di uomini nudi facendo poi delle battute per capire come la pensasse a proposito. Lui mi rispose che frequentava locali particolarii dove veder quelle cose era normale.allora a quel punto gli raccontai una piccola bugia , cioe’ gli dissi che il suo capo , cioe’ mio marito mi confido che si sarebbe eccitato molto se il suo dipendente l’avrebbe scopato e lui per tutta risposta mi disse che sarebbe stato bello per lui. Organizzai l’evento e l’invitai a cena la sera stessa. A fine cena sussurrai a mio marito che Francesco si sarebbe fermato poi nel nostro letto. lui non capi cosa stava succedendo ed a me come al solito toccava rompere il ghiaccio. Mi spogliai completamente davanti al dipendente che sbotto’ subito : carina la mia titolare. Li portai a letto e si spogliarono subito tutti.. Mi avventai subito sull’uccello del ragazzino e succhiandolo per bene , mi si ingrosso velocemente. Feci notare subito a mio marito che vedendolo al lavoro non sembrava potesse avere una nerchia cosi in mezzo alle gambe e lo invitai subito anche lui a prenderlo in bocca. La mia dolce meta’ lo succhio per bene e mi eccitai molto vedendolo preso da un uccello maschile. Francesco lo vedevo piu’ imbarazzato con me che con mio marito. Gli chiesi cosa ne pensasse vedendomi cosi e lui mi confesso che aveva fantasticato ancora con i suoi amici su di me. A quel punto era ora di dare una sferrata alla serata. Invitai mio marito a mettersi alla pecorina e gli leccai per bene il buchetto. Questa volta a differenza dell’altra volta cedette solo con la saliva e la mia lingua gli entro’ subito con facilita’. Dissi a Francesco che era ora e si avvicino’ come un toro da monta , apoggio il suo uccello al culetto e … spinse. Entro’ subito con una facilita’ incredibile. Guardai mio marito negli occhi , lo vidi godere sodomizzato da un nostro dipendente. Il linguaggio a quel punto si fece colorito , presi tutte e due come animali. Francesco li mi stupi perche se ne usci con uno : Dany fammi leccare la tua vagina , il tuo culo , fammi palpare le tue tette e baciami , finito di scopare tuo marito , scopero’ anche te. Vedendo quel ragazzino cosi eccitato , mi eccitai moltissimo anch io , mi avvicinai e lo baciai intensamente. , poi mi alzai e gli misi la mia topina in bocca e comincio a leccare velocemente. Mentre leccava urlava che stava per venire , allora dissi a mio marito di girarsi e prenderglielo in bocca , cosa che fece e subito dopo vidi lo sperma di Francesco colare dalla bocca del mio maritino. Finito mentre loro si sdraiavano per riprendere le forze , gli preparai un te. A quel punto pensai che toccava il mio turno , cosi mi avvicinai all’uccello del ragazzino che era ancora moscio e ancora tutto umido di sperma . Cominciai a leccarlo per bene e dovetti farlo per un po di tempo finche’ comincio’ ad indurirsi per benino. Lo stuzzicai un pochino parlandogli di cose che lo eccitavano in modo da stimolarlo maggiormente. E mi disse che una delle sue fantasie piu’ eccitanti che aveva in quel momento era di far partecipe a quel giochino i due suoi amici che io e mio marito conoscevamo benissimo. Gli risposi che si poteva organizzare , mi avvicinai nel frattempo al suo visino e cominciai a baciarlo per bene con la lingua che giocava con la sua. Successivamente mi giro’ , si mise sopra di me e continuando a baciarmi mi allargo’ le gambe facendomi scivolare dentro di me il suo uccello duro. Comincio a scoparmi intensamente finche non sentii suonare il campanello. Sorpresa delle sorprese erano i suoi amici di Francesco che invitati dal mio maritino a mia insaputa erano accorsi subito. Devo essere sincera , mi sentivo in imbarazzo davanti a loro , completamente nuda con sopra il loro amico che mi stava scopando. Mi si avvicinarono e guardandomi in tutte le mie parti del corpo piu’ intime mi fecero i complimenti. Nel frattempo Francesco smise quello che stava facendo e cio permise ai loro sguardi di esplorare bene la mia topina ed il mio culetto. I due si spogliarono subito ed uno si avvicino’ subito a me , mi bacio e con la mano scivolo velocemente in mezzo alle mie gambe sditalinandomi e sussurrandomi che non si aspettava di trovarmi cosi nuda e disponibile. L’altro nel frattempo lo vidi sdraiato nel letto con il mio maritino baciarsi e giocare con le loro parti intime . Francesco nel frattempo mi si riavvicino massaggiandomi il culetto e invitandomi a sdraiarmi sopra il suo amico sul letto , mi spinse verso quella posizione trovandomi da li a poco sopra il suo amico con l’uccello dentro la mia topina e con Francesco sopra di me con il suo uccello che bussava al le pareti del mio sfintere. Mi sentii un animale in quel momento , era bellissimo , ero completamente presa in una morsa dai due ragazzini e Francesco subito dopo mi entro da dietro facendomi sentire dentro al la mia zona inguinale due stantuffi dentro di me. Contemporaneamente in fianco a noi , nel nostro letto , mio marito a pancia in su veniva sodomizzato dall’altro ragazzino. Era la prima volta che subivo una doppia penetrazione e devo dire che e’ una sensazione bellissima sentirsi dentro due uccelli contemporaneamente. Mi scoparono per benino e l’altro amico che stava scopando il mio maritino , sflilo’ ad un certo punto velocemente il suo membro dal buco che stava occupando e me lo avvicino alla bocca . Non feci nemmeno in tempo ad aprirla che venne innondandomi il viso di sperma , subito dopo a ruota Francesco lo sfilo dal mio buco del culo e me lo mise in bocca e l’altro suo amico mi giro’ sul letto , sfilandomelo fuori anche lui e mi si avvicino alla bocca che io apersi volentieri. Mi sentivo sfinita in quel momento , ero nel letto sdraiata a gambe aperte con la faccia piena di sperma , i tre ragazzi erano a bordo del letto che mi guardavano soddisfatti e mio maritino anche lui soddisfatto era seduto a fianco del letto. Le sorprese non erano ancora finite perche Franceso sotto la doccia mi confesso timidamente un suo desiderio che io potevo soddisfare . Desiderio che io potevo anche esaudire ma che mio marito era contrario e lui era li fuori dalla doccia che ci guardava. Decidemmo di provarci , e scesi con il corpo sotto l’acqua , fino all’altezza della mia bocca al suo uccello.. mio marito mi chiese cosa stavo facendo ed io risposi che glielo stavo semplicemente leccando. A quel punto aprii bene la bocca e glielo presi bene dentro. Lui si lascio andare ad una mega pipi che io bevvi tutta. Con la bocca ancora piena risalii dolcemente e sorridendogli continuammo la doccia. Ci salutammo poi con l’intento di rifarlo , Francesco venne con noi al lavoro ed uno dei suoi amici mi si avvicino e nell’orecchio mi disse che se n era accorto che sotto la doccia non glielo stavo semplicemente leccando al suo amico e che aveva voglia anche lui di questo. Gli risposi che adoravo bere la pipi delle persone con cui avevo avuto un rapporto e che non vedevo l ora che lui mi riempisse la bocca . Sentii nel frattempo con la mano i suoi pantaloni gonfiarsi. Gli diedi un bacino e ci salutammo.
AMMUCCHIATA
Siamo ammucchiati uno sull'altro ma non ci accorgiamo dell'altro. Qualcuno ha introdotto l'uccello nel mio didietro e spinge con insistenza la cappella dentro e fuori il foro dell'ano. Carponi sul pavimento serro fra le labbra il cazzo di un individuo di cui nemmeno distinguo il volto, per niente interessata alla sua identità. La stanza, semibuia, è resa più luminosa dagli sterpi di legno che fiammeggiano nel caminetto e ravvivano l'ambiente. Ammassi di corpi giacciono sul parquet, stanchi e spossati, impegnati ad infilare, levare, accogliere e scambiarsi emissioni di liquidi d'ogni sorta. Ho persino la sensazione che alcuni stiano per perdere i sensi, tanto sono straniti, ma forse la loro è solo paura, patimento o magari soddisfazione. Godo! Cazzo se godo! Sentire la cappella che scivola fluida avanti e indietro nello sfintere del mio culetto mi fa stare bene: raramente mi succede durante la giornata, sia quando sto a casa di riposo o sono al lavoro in ospedale. Accompagno i movimenti dell'ospite, che trattengo ben stretto nel culo, con quelli delle labbra che serrano nella bocca l'altra cappella. Ho preso l'abitudine di fare sesso con più persone, simultaneamente, già da alcuni anni e non so più farne a meno. Lo faccio una volta al mese, quando mi è permesso di farlo, anche se desidererei farlo più spesso. Rantoli di appagamento si sovrappongono ai movimenti dei corpi che mi circondano. Stasera ho la fica inviolata. Stranamente nessuno di coloro che partecipano al rito orgiastico si è fatto sotto a cercarmela. Il culo mi brucia. Sopporto con piacere il dolore che mi provoca l'inculata, ma ho voglia di essere chiavata al più presto. L'uomo che sta davanti a me inizia a tremare. Sfilo l'uccello di bocca e continuo a menarglielo fintanto che un getto di sperma mi coglie in pieno viso. Serro le dita sul cazzo e infilo la cappella fra le labbra inglobando il resto dello sperma che continua a fuoriuscire dall'uretra. Il sapore dell'emulsione, che deglutisco con enorme piacere, è dolciastro. Lascio che termini di defluire, poi lecco la cappella fino a renderla liscia e opaca. L'uomo che mi sta didietro è ostinato nella sua opera, l'aiuto movendo il bacino e mettendomi in sincronia con i suoi spostamenti. Vorrei che qualcuno si facesse largo fra la massa di corpi che mi circondano e m'infilasse il cazzo nella fica, perlomeno potrei godere di una duplice penetrazione, ma nessuno si fa avanti. Accarezzo il clitoride e provo un dolce piacere nel toccarmi. Meglio tenere due dita nella fica piuttosto che niente, penso, mentre l'uomo che sta dietro il mio culo continua zelante a pomparmi. Qui, in mezzo a queste persone, ho la chiara percezione di quanto sia sottile il confine fra vita e morte: privilegio di pochi è sapersi conquistare gli attimi di godimento che abbiamo a disposizione nella nostra esistenza terrena. Stasera sono qui, ancora una volta, per cogliere la verità di questa filosofia di vita e godere appieno dei piaceri della carne. L'ansimare del mio partner è avvisaglia dell'imminente orgasmo che sta per sopraggiungere. Accelero il movimento delle dita sul clitoride per non essere da meno del mio ospite e raggiungere, insieme a lui, l'estremo piacere, invece mi previene sborrandomi nel culo. Lo fa attirando verso di sé le mie natiche giovandosi della forza delle braccia. . L'aria fresca della notte entra dal finestrino laterale della mia Opel Tigra dispensandomi un gradevole refrigerio. Attraverso la città con estrema facilità e in un battibaleno sono già oltre il torrente, a pochi isolati dalla mia abitazione. E' strano constatare come la Via Emilia, alle tre di notte, sia invasa da una moltitudine di autovetture che vagano, apparentemente senza meta, per la città, a fare che? Penso io. Finalmente a casa. Abbandono la borsetta sulla cassapanca, tolgo le scarpe e a piedi nudi mi dirigo verso la stanza da bagno. Tolgo di dosso gli indumenti ed entro nel box della doccia. Ho la necessità di rimuovere le residue tracce di sperma che punteggiano la mia pelle. Lascio che l'acqua scivoli sull'epidermide e sottragga i residui segni dell'amore di gruppo. Detergo le mani di sapone liquido aspergendomi i seni e poi la fica con l'essenza profumata. Scendo con le dita nel pavimento pelvico fino all'ano e sfrego i due peduncoli emorroidali che stanno ai lati dell'orifizio. Poco dopo sono in camera. Luca è addormentato. Levo l'accappatoio di spugna che ho indossato dopo che ho fatto la doccia e scivolo sotto le lenzuola. Il mio uomo se ne sta coricato sul fianco in posizione fetale. Avvicino il ventre alla sua schiena e lo circondo con un braccio attorno al torace. Luca si gira e bisbiglia alcune parole. - Già qui? - Sono le tre... - E' andato tutto bene? - Sì. - Ti sei divertita? - Mmm... un po'. Stendo la mano sopra l'addome di Luca fino a farla scendere sotto l'elastico degli slip, poi inizio a tastargli l'uccello. In un batter d'occhio è turgido. Mi metto cavalcioni sul ventre del mio uomo e guido il membro dentro la fica, poi inizio a muovere il bacino spingendolo avanti e indietro, ruotandolo sul rotolo di carne che si eleva turgido fra le cosce di Luca. Godo! Cazzo se godo! Mi muovo senza sosta, sempre più in fretta. Lui palpa con le mani le coppe dei miei seni, le cui sporgenze erettili sono turgide e fremono di piacere a contatto con delle dita. Godo. Goodo! Mammia mia quanto godo! Trafiggo con le unghie la carne di Luca nella parte superiore del torace, in prossimità delle clavicole. Lui ha un sussulto e ansima di piacere. Ormai è prossimo a venire, lo percepisco dal respiro sempre più affannoso; anch'io sto per raggiungere l'agognato piacere. L'orgasmo arriva improvvisamente, violento, cogliendoci in un incontrollato tremore. Urlo come una pazza. Un flash di calore sale dall'utero e percorre per intero il mio corpo scoppiandomi come un petardo nel cervello. Mi accascio su Luca e piango. La sua mano mi accarezza il capo ed è l'ultima cosa che avverto prima di addormentarmi fra le sue braccia.
VACANZA IN 3 IN CROAZIA
Allora anche questo anno in Croazia?”
La domanda che mi pose la mia ragazza a due mesi dalle vacanze estive. Non siamo una coppia abitudinaria ma in fatto di vacanze la Croazia per tre anni consecutivi è stata la nostra meta. Tranquillità, sole, mare e tante ore di sesso, questo mi aspettava anche questo anno. Non è che mi dispiacesse più di tanto. Ritorniamo ai fatti, la prima volta che mettemmo piede in Croazia era nel ’97 le due coppie che ci fecero compagnia erano piuttosto titubanti.
“Andiamo in un paese che stanno ancora ricostruendo dai bombardamenti della guerra?”
Dopo dodici ore di viaggio finalmente arrivammo. Siamo del sud Italia quindi per noi che viaggiavamo in macchina era una trasferta lunghissima. Appena trascorso il primo giorno a Pula nessuno di noi sei pensava al paese in ricostruzione. Ma la storia che voglio raccontarvi è accaduta dopo tre anni, nell’agosto del 2000. Mi chiamo Simone e la mia ragazza Michela, i nomi sono reali, all’epoca dei fatti io avevo 26 anni e lei pure stiamo da oltre dieci anni insieme. Andiamo molto d’accordo su tutto, quindi non c’era bisogno di trovare altra compagnia per le vacanze, ma una coppia di amici Massimo ed Emma ci pregarono di portarli con loro, non erano mai stati fuori dall’Italia e un’esperienza in Croazia, dopo i nostri racconti, ci tenevano a farla. Partimmo il giorno 8 di agosto tutti euforici, l’euforia che solo i 15 giorni di vacanza estiva può trasmetterti, dopo le solite dodici ore di auto arrivammo a destinazione. Gli anni prima avevamo prenotato tramite agenzie di viaggio qui in Italia invece quella volta decidemmo di andare all’avventura. Infatti avevamo notato che i proprietari di case si sedevano ai bordi delle strade con cartelli in mano facendo sapere ai passanti, in 3 o 4 lingue, che i loro appartamenti erano disponibili. Parlammo con una decina di persone ed alla fine optammo per una villetta alla modica somma di un milione e ottocento mila, non male a 4 di noi. La villetta era, piano terra: salone, cucina, bagno e una stanzetta che aveva funzione di ripostiglio, al secondo piano invece c’erano oltre le due camere da letto anche un bagno, compreso di vasca, e una stanza vuota.
Dopo la descrizione della villa, del viaggio manca solo la nostra. Io alto quasi 1.90 peso intorno ai 92 chili, Michela alta 1.70 non molto magra ma con i chili al punto giusto, 4^ di seno e culo a mandolino. Massimo alto 1.78 fisico muscoloso, Emma non tanto alta ma un fisico da infarto. I primi giorni li passammo soprattutto al mare dal mattino al pomeriggio, ritorno a casa doccia e cena, poi serata in giro per le città a fare i turisti, notte a letto. Ancora non avevamo fatto l’amore perché arrivavamo di sera distrutti. Avevamo deciso che la prima volta al mare doveva essere stupenda oltre che molto trasgressiva. Era da qualche anno che chiedevo a Michela di mostrarsi a qualcuno in pubblico. A volte giravamo di sera nel centro di qualche paesino vicino per non farci riconoscere con lei in macchina coperta da una minigonna cortissima, autoreggenti e seno in fuori. A volte in autostrada sempre vestita, si fa per dire, in quel modo per i nostri amici camionisti oppure per i vari benzinai di turno. Le dicevo sempre “poverini devono fare il turno di notte, almeno falli divertire per qualche secondo.” E lei quasi intenerita scopriva ancora di più le gambe per il piacere mio ma soprattutto per il loro. Dopo immancabilmente ci fermavamo in una piazzola di sosta e scopavamo come non mai. Ma per quella estate volevo di più e lei lo sapeva. Era il sesto giorno avevamo voglia di stare da soli ma con Massimo ed Emma alle calcagna non sapevamo come fare, decisi di fingermi con il mal di stomaco e che non avevo voglia di andare in spiaggia per quel giorno, Michela disse che restava con me e ci volle molto tempo per convincere i due ad andare al mare volevano rimanere per verificare le mie condizioni. Solo le condizioni del mio cazzo mi preoccupavano non quelle del mio stomaco ma vallo a dire a quei due. Finalmente riuscimmo nel nostro intento e rimanemmo soli. La nostra stanza era di forma quadrata con una finestra ai piedi del letto, fuori avevamo un piccolo terrazzino comunicante con l’altra stanza da letto. Proprio di fronte alla nostra finestra, a circa 150 metri c’era una piccola palazzina e se qualcuno si fosse affacciato al secondo piano riusciva a vedere perfettamente io e Michela nel letto. Mentre Michela si preparava in bagno io già mi trovavo sul letto con solo un costume da bagno addosso. Dopo qualche minuto lei entrò era bellissima, vestita solo con perizoma, calze autoreggenti e sandali con un tacco vertiginoso. Appena entrò si rese conto del balcone aperto e mi chiese di chiuderlo.
“Dai chiudi che così ci possono vedere tutti”
“Ma non è quello che volevamo”
“Si ma non nella stanza nostra, con vicini che se ci vedono oggi curioseranno per il resto della vacanza.”
Un po’ contrariato decisi di chiudere le ante. Michela venne sul letto accanto a me e mi disse:
“Fammi vedere in che condizioni sta il mio giocattolo preferito.”
“E’ tutto tuo”
Ed iniziò a prendermelo in bocca. Alternando a succhiate pazzesche e ingoio di tutta la lunghezza del mio cazzo.
Le tolsi il perizoma e dopo qualche minuto di sali e scendi sul mio cazzo, divenuto di marmo, la feci sdraiare al posto mio, ora toccava a me. Iniziai a leccarla pian piano come piaceva a lei, quando stava salendo di giri iniziai ad infilarle un dito nella fica, prima uno poi due poi tre dita. Lei gemeva ed era pronta ad essere penetrata.
“Dai dammelo che non resisto più”
“Ti piace il mio cazzo? Troia”
“Si è bellissimo dai vieni”
Subito fui in mezzo alle sue gambe, la penetrai in un solo colpo ed entrò tutto, lei sotto io sopra.
Dopo qualche minuto decidemmo di cambiare quando mi alzai aprii un poco le ante e lei non disse nulla. Mi distesi sul letto e Michela si mise in groppa al suo cavallo preferito.
“Mi piace troppo così, riesco a sentire tutte le vene anche le più piccole”
Iniziò una cavalcata degna delle migliori pornostar, passava da un ritmo adagio fino ad arrivare ad una cavalcata quasi furiosa. Sapevo che da lì a poco sarei arrivato e decisi di giocare le mie carte:
“Apri tutto fatti vedere dai vicini fatti vedere da tutti.”
Senza farselo chiedere la seconda volta aprii la finestra quasi sbattendola contro il muro all’esterno.
Poi risalì sul mio cazzo ma ora non con la faccia verso di me ma verso la finestra spalancata.
Stavo sul letto quasi in trance ora chiudevo gli occhi, ora guardavo il suo culo salire e scendere sul mio cazzo. Qualche istante dopo si alzo per un secondo dalla mia asta per infilarsela nel culo, mi sembrava alquanto strano perché non le era mai piaciuto, invece quella volta il suo culo accolse il mio cazzo fino le palle. Per curiosità più che altro allungai il volto sulla mia destra per vedere fuori dalla finestra e sorpresa delle sorprese un uomo affacciato dalla palazzina di fronte che guardava Michela che si impalava il mio cazzo nel culo.
“Puttana vorresti che lui fosse qui con noi?”
“Si Simone ho voglia di un altro cazzo di tanti cazzi”
La frase la terminò quasi urlando.
Il ritmo dell’inculata divenne tremendamente veloce segno che stava arrivando all’apice del godimento, anche io ero certo di non resistere oltre.
“Sto arrivando non fermarti infilamelo tutto dai dai daiiii”
Ed arrivò, però non scese dal mio cazzo anzi aprii ancora di più le gambe per far vedere al nostro amico guardone meglio che era arrivata con il cazzo in culo non nella fica.
“Michela sto arrivando anche io”
“Fermati lo voglio in bocca”
Mi alzai dal letto e mi misi in piedi in profilo in modo che il nostro amico potesse vedere la mia spruzzata in gola a Michela. Bastarono poche penetrazioni in bocca che arrivai con schizzi che le ricoprivano gran parte del viso. Ma ecco la tragedia, il nostro amico muoveva le mani come a mimare un applauso da lato del balcone ma dall’altro dove c’era la porta della nostra stanza c’era il volto di Massimo con un’espressione mista tra l’eccitato, il sorpreso e l’imbarrazzato.
“Scusate non credevo”
Massimo non finii la frase e scappò via. Chiudemmo il balcone lo spettacolo era finito. Mentre Michela correva in bagno a darsi una sistemata io mi ricomposi un po’ e scesi da Massimo.
Appena mi vide subito si scusò:
“Scusami, scusami Simone non volevo ero ritornato per vedere come stavi, sentivo strani mugolii e credevo che eri tu che non ti sentivi bene, la porta era aperta e quindi ho guardato dentro ma ti giuro che non era mia intenzione”
“Ti credo Massimo ma la colpa è stata nostra, convinti che non ritornavate non ho chiuso la porta a chiave, e non devi scusarti anzi devo scusarmi io con te.”
Senza nemmeno farci caso guardai in mezzo alle sue gambe e altra sorpresa il costume era rigonfio, quindi al mio amico era piaciuto lo spettacolino.
Dopo qualche minuto scese Michela un pochino imbarazzata ma giusto un pochino, si vede che la cavalcata con il guardone aveva rimosso quei pochi freni inibitori che le erano rimasti.
Di nuovo scuse da parte di Massimo che ora si era seduto sul divanetto in soggiorno con le gambe accavallate, si vede che il suo amichetto tra le gambe dava ancora segni di vita. Penso che se ne accorse anche Michela perché sorrideva e mi guardava in modo inequivocabile. Il pomeriggio trascorse sereno io e Michela parlammo poco di quello che era accaduto e Massimo non sembrava più imbarazzato forse perché la maggior parte del tempo si trovava con noi anche Emma. La mattina dopo andammo in una spiaggia un po’ isolata, dopo qualche ora Michela chiese ad Emma se aveva mai preso il sole in topless, alla risposta negativa di Emma Michela, che onestamente non sapevo dove voleva andare a parare, le fece una proposta:
“Perché non togliamo la parte di sopra dei costumi tanto i nostri ragazzi hanno una certa età e sono maggiorenni non penso che si scandalizzino, o mi sbaglio ragazzi.”
Prima guardò me che con un cenno della testa feci capire che non avevo problemi poi si rivolse a Massimo:
“Massimo tu hai qualche problema a mostrare il seno della tua ragazza davanti a me e Simone?”
Dopo un rapido sguardo tra i due Massimo rispose che non c’erano problemi nemmeno per lui.
Michela non aspettò nemmeno un secondo di più, si slacciò il reggiseno ed uscirono quasi di botto i suoi seni favolosi. Emma dal canto suo pure abbassò il reggiseno mostrando un seno non troppo grande in paragone a quello di Michela ma belli sodi e a punta. Ma poi tutto si calmò. Le ragazze continuarono a prendere il sole e noi uscivamo ed entravamo ogni mezz’ora in acqua. Quella sera fummo tutti e 4 concordi per non uscire, quindi dopo cena giocammo a carte e poi ognuno nella sua stanza. Sapevamo che Emma soffriva di insonnia però quella sera, dato che era stanchissima, aveva preso dei sonniferi potenti. Io e Michela nella nostra stanza continuammo sul letto a giocare a carte. Decidemmo, per ogni partita vinta da me o da lei, di far pagare all’altro un pegno. La prima partita vinsi io e decisi di farla spogliare completamente, poi per tre partite consecutive fu lei a vincere e consumò la sua rivincita, il primo pegno mi dovevo spogliare anche io, secondo dovevo andare nudo giù a prendere nel frigo un po’ d’acqua, terzo un massaggio di 10 minuti però senza toccare le parti intime, solo la schiena. Alla fine del massaggio sentimmo bussare alla nostra finestra, indossammo solo gli slip, tanto mi disse Michela se è Massimo il seno lo ha visto stamattina e il resto due mattine fa. Era Massimo si affacciò nella stanza e subito vide Michela coperta solo dal minuscolo perizoma.
“Ragazzi posso stare un po’ con voi o disturbo? Emma già dorme da un pezzo ed io non so cosa fare”
“Certo Massimo io e Michela stavamo giocando a scala quaranta se vuoi unirti a noi”
“Mi va benissimo, meglio che fissare il soffitto in camera mia.”
Massimo si accomodò sul letto vicino a noi gli spiegammo come stavamo giocando e lui accettò senza remore. Passò un’ora quasi e completammo una decina di partite, i pegni erano cambiati ma non per molto. Subito facemmo spogliare anche lui, fino agli slip, come primo pegno, poi i seguenti le solite cavolate, bacia l’orecchio di lui, metti le tue mani sotto ai piedi di lei, fai il solletico a loro e cosi via. Fui io a rompere il ghiaccio vinsi una partita e come pegno decisi di far togliere il perizoma a Michela:
“Tanto Massimo già conosce qualcosa di te”
Ripetendo le sue parole di prima. Si alzò in piedi sul letto rivolse il culo verso di noi e le sfilò molto lentamente. Da dietro si vide il buco del culo e la sua bellissima figa in primo piano. Mentre il pegno per Massimo era leccare i capezzoli di Michela orologio alla mano per 5 minuti. Massimo protestò per un po’ ma poi fu ben contento di farlo, anche Michela era felicissima glielo leggevo negli occhi. Finì il pegno e finì anche un’altra partita vinta da Massimo, prima il pegno per Michela:
“Se Simone me lo permette vorrei vederti passeggiare sul terrazzino avanti e indietro due volte, la prima con la luce spenta, la seconda con la luce accesa.”
“La mia risposta è si però nuda come stai ora”
Michela senza scomporsi aprii le ante ed usci fuori, primo giro a luci spente andò benissimo, secondo giro accendemmo la luce fuori in terrazza andò ancora meglio, in chiusura prima di entrare si accovaccio davanti al balcone della stanza con la figa rivolta al palazzo di fronte ed allargò le gambe al massimo dell’estensione. Però c’era il pegno anche per me.
“Simone tu togliti gli slip.”
La voce di Massimo era quasi un sussurro, dopo quel spettacolo era pure normale. Senza indecisioni tolsi le mutandine e il mio cazzo svettò in tutta la sua durezza. Dopo un attimo di smarrimento di tutti riprendemmo a giocare. Pochi giri e vinse Michela. Pegno per me e Massimo. Fu la volta mia di farmi una passeggiatina sulla terrazzina, a luci spente però.
“Invece Massimo………….. si Massimo tirerà fuori il suo cazzo.”
Sapevo che glielo avrebbe chiesto. Massimo lo tirò fuori ed estrasse un cazzo di tutto rispetto, ad occhio e croce lungo un po’ di meno del mio ma molto più largo tipo una lattina di coca con una cappella spropositata. Fu l’ultima partita eravamo tutti eccitati Michela senza chiedere subito si buttò sui nostri cazzi, ora leccava il mio poi succhiava quello di Massimo. Dopo un po’ iniziai io a penetrarla lei sempre con il cazzo in bocca di Massimo. Poi scambiammo i ruoli io in bocca e massimo dietro di lei a fotterla. Dopo qualche minuto non saprei definire quanti decidemmo di provare la doppia penetrazione io il culo e Massimo la figa. Fu meraviglioso soprattutto per lei che urlava e si dibatteva come una dannata.
“Avanti sfondatemi mi piace troppo che bei cazzi che ho, ditemi che sono la vostra troia.”
E giù di lì. Ma ci fu una sua richiesta che mi colse impreparato.
“Simone vieni tu sotto, voglio provare questo coso così grosso in culo”
Mi sdraiai sul letto lei sopra di me e Massimo indietro che la penetrava molto lentamente. Dopo qualche lamento di dolore di Michela fu solo godimento allo stato puro. Non so quante volte arrivò all’orgasmo ma quanto io e Massimo stavamo all’apice lei ci fermò in tempo.
“Non qui di fuori.”
Ci accompagnò per mano all’esterno si inginocchiò ai nostri piedi gambe larghe e cazzi in bocca.
Dopo poco arrivammo, la inondammo nel vero senso del termine. Un po’ lo bevve un po’ lo sputò.
Però di fuori non c’era nessun testimone, peccato pensai. L’altra settimana passò in modo fantastico di mattina mare sole con Emma, di notte divertimento assoluto senza Emma ma con Michela che riusciva a stupirci sempre di più. Ecco l’estate del 2000 mi il nuovo millennio mi aveva donato come fidanzata la migliore delle puttane ed io ne ero completamente felice. So che per alcuni è difficile credere nelle storie che si leggono in giro su internet ma vi assicuro che è tutto vero per filo e per segno. Se vi è capitato qualcosa di simile oppure volete consigli su come disinibire la vostra ragazza, fidanzata o moglie sono felice di aiutarvi.
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