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LA BENDA TI FA BELLA
Ero da poco seduto al bar, vicino alla spiaggia. Mia moglie mi sedeva di fronte e metteva in mostra le sue gambe abbronzate e una bella scollatura. Ama piacermi ma con un pizzico di moralismo. Io ho cercato più volte di metterle in testa qualche acceno a cose un po più divertenti ma non sono mai riuscito ad andare oltre all'ammisione che le piacerebbe essere leccata da una donna mentre me lo prende in bocca.... Solo che è stato detto in un momento di godimento e poi dimenticato.... Bene, torniamo a noi, anzi a lei. Si lei stava venendo verso i tavolini del bar. alta, slanciata, due tacchi da brivido, minigonna e camicina trasparente.... Non era bellissima di viso ma aveva qualche cosa di conturbante, sapore di proibito. Si mise proprio in odo che mia moglie non poteva vederla, ma il problema che io la vedevo benissimo, eccome. Non so perchè ma il mio uccello si è gonfiato e stava gridando per essere liberato dai jeans trppo stretti. Cercai di fare finta di nulla ma notai che lei gradiva il mio sguardo eccitato.... Il giorno seguente, più per scommessa che per convinzione, tornai da quelle parti da solo. E la trovai ancora li... intenta a parlare al cellulare e .... ma che voce bassa... Mi guardò e senza troppi preamboli mi chiese: era tua moglie quella bella tipa di ieri? Pensai che mi avrebbe fatto il soito discorso che non voleva storie con gente sposata... Invece quando risposi semplicemente e sinceramente si mi disse che le era piaciuta molto e che si era permessa di ascoltare i nostri discorsi. Le chiesi se aveva ascoltato anche quelli dove diceva che era molto gelosa e lei mi disse di si. Non è giusto essere tropo gelosi aggiunse, perchè poi ti vien la voglia di tradire.. Le dissi che ero d'accordo e che veramennte più volte mi era capitato. Mi sfregò il suo bel piede contro la mia gamba e mi chiese se i ero geloso... Dipende, risposi, ma non di una donna, la vorrei vedere godere mentre una donna le infile le sue dita nel culetto morbido e le coccola il clitoride mentre le succhia i capezzoli... Piano, disse lei, così mi stai eccitando. faccio quello che ieri tu hai fatto a me, risposi. Ho visto il pacco che avevi quando ti sei alzato, e come mi hai guardata mentre passavi, è per quello che oggi sono venuta di nuovo. Speravo venissi anche tu... Poi disse: io sono una femmina speciale, mi vorrai lo stesso?? Li per li non capii, e dissi che l'avrei voluta davvero molto. Poi disse: dammi il tuo numero cosìti faccio uno squillo e avrai anche il mio, io domani sono libera se vuoi puoi venire nella casa che ho affittato. Ero di nuovo eccitato con i pantaloni che tenevano a malapena tutto dentro... Poi aggiunse: Guarda che sono un trans, sei sicuro di venire? Mi venì un colpo! E dire che stavo per metterle la lingua in bocca!! Ci rimasi come uno scemo, balbettai qualche cosa ma lei sembrò non farci caso e mi disse: pensaci e chiamami per dirmi cosa vuoi fare. E andò via ancheggiando. Feci quattro passi per cercare di riprendermi e poi andai a casa. Trovai una scusa e mi eclissai per riprendermi. Ma la notte successe una cosa che mi sconvolse... Io non ho mai avuto tendenze omosessuali, neanche per scherzo ma... La notte sognai in modo molto reale di avvicinarmi a quella bella trans, la baciai in bocca e.... iniziai a scostarle il perizoma con la mia mano... le presi l'uccello in mano e cominciai ad accarezzarlo piano facendo scorrere la mano avanti ed indietro, come una leggera sega. Poi mi inginocchiai e con grande eccitazione, iniziai a leccare il glande mentre lo tenevo nella mano.... Appena iniziò a prendere un po di consistenza iniziai a far scorrere le mie labbra sul cazzo del trans... un vero pompino... La cosa assurda è che nel sogno ero molto eccitato nel farlo. Piano piano divenne belo duro e io cercavo di prenderlo sempre più in fondo, di ingoiarlo tutto. E mentre lo spompinavo iniziai a fargli un bel ditalino al culo.... Sentii poi il bisogno di prenderla così mi alzai e mi misi in piedi dietro di lei. Con i tacchi era forse più alta di me e fu facile appoggiare la mia cappella al suo buco... Iniziai a spingere leggermente, poi sempre più forte e il suo culo mi prendeva tutto il mio uccello... prtroppo mia mogli mi svegliò e ci rimasi male! Poi iniziai a pensare che cazzo di sogno avevo fatto, se ero diventato scemo, io con un altro uomo, ma che cazzo!! Rimasi assopito a letto e piano piano ripensai al sogno. Mi prese una strana eccitazione quando ripensavo al pompino che stavo facendo nel sogno... Mia moglie era già uscita e io ero a letto con quella visione, il cazzo del trans che mi spompinavo.. Non mi accorsi neppure di aver iniziato a farmi una grande sega ma il piacere fu grande quando godei pensando al suo uccelo nella mia bocca! Decisi di chiamarla.
Era estate, faceva caldo, il tipo con cui scopavo in quel periodo era al mare con gli amici e anche gli altri cazzi con cui spesso mi intrattenevo non erano reperibili. Dopo qualche inutile telefonata decisi che dopo tanto tempo sarei ritornata in un locale gay. Non avevo voglia di portarmi il cambio, ma nemmeno volevo attraversare il centro di Firenze vestita da puttanella, per cui optai per una tenuta che non attirasse più di tanto l' attenzione, se non vista da vicino. Indossai un bel paio di pantaloni a vita bassa che facevano uscire di sopra una buona dose di perizoma, camicetta strategica che da grigia e anonima poteva diventare estremamente sexy con un semplice nodo in vita e qualche bottone sganciato, giubbottino di jeans, stivaletti dal tacco non troppo alto e un filo di trucco. Sotto avevo un paio di utoreggenti a rete, mia grande pasione da sempre. Parcheggiai la macchina sul lungarno dalla parte di Santa Croce e mi diressi verso il locale più vicino. Erano meno di 15 minuti e piedi grazie alla mia tenuta abbastanza discreta raggiunsi tranquillamente il locale seguita da qualche urlo e da qualche fischio di chi mi aveva scambiato per una donna. La cosa ovviamente non poteva che farmi piacere. Era tanto che non mettevo piede in quel posto e non riuscivo avedere nessuna faccia conosciuta. Anche lo staff non era più lo stesso. "Meglio!" pensai, "Un sacco di cazzi ancora da provare!". Lasciai il giubbottino al guardaroba, mi sistemai la camicetta, mi ripassai il rossetto allo specchio, accesi una sigaretta e mi diressi sculettando verso il bancone. Ordinai una piña colada e mentre il cameriere me la preparava osservai un po' la pista. Il dj aveva passato un lento e tanti uomini lo stavano ballando abbracciandosi, baciandosi e tastandosi lentamente. Appena pronto, presi il mio cocktail e mi diressi verso la zona divanetti. Mi sedetti mollemente su un divanetto bianco, con una gamba accavallata, un po' piegata in avanti per sfoggiare il mio fondoschiena con annesso perizoma e con aria svagata presi ad osservare chi era seduto attorno a me. Quasi tutti accoppiati, e i pochi che non lo sembravano non erano decisamente degni delle mie attenzioni. Una coppia però mi aveva attirato più degli altri. Due bei ragazzoni abbastanza muscolosi, che avevo sorpreso più di una volta a fissarmi e a parlottare tra di loro. Inizialmente non gli ho dato un gran peso, ma osservandoli meglio con la coda dell' occhio mi sono accrta che il loro atteggiamento non era quello della maggior parte delle coppie sedute su quei divanetti. Non sembravano due amanti, ma due amici in cerca di svago. Più li osservavo e più mi convincevo di questa cosa. Ad un certo punto, dopo l' ultima ammiccata nei miei confronti mi sono alzata e guardandoli mi sono diretta verso di loro. Loro mi guardavano stupiti e incuriositi, come se cercassero di capire se stavo andando proprio verso di loro e perchè. "Ciao ragazzi, credo che stiate perlando di me. Qualunque sia l' argomento di discussione sicuramente posso darvi informazioni molto attendibili." "Eh bè, sì sai... noi ti abbiamo riconosciuta, avevamo visto le tue foto con Gianni..." "Cosa?" "Vieni, vieni a sedere..." mi fecero posto tra loro due e io mi sedetti facendo scendere ancora di più la vita dei pantaloni. Praticamente i due erano amici di un tipo con cui me la facevo tempo addietro e avevano visto le foto a dir poco spinte che avevamo fatto durante le nostre scopate. "Così ragazzi, mi avete vista all' opera... Cosa ve ne è parso?" gli chiesi sfacciatamente. "Beh, sicuramente molto eccitante. Quelle autoreggenti a rete poi sono davvero fantastiche." "Le indosso anche adesso, sai?" "Ah..." Silezio. "Senti, noi arriviamo un attimo al bancone a prendere un altri drink. Ci aspetti qui?" "Certo ragazzi!" Mentre i due al bancone, con la scusa del drink, discutevano e pregustavano gli sviluppi della situazione, io me li spogliavo con gli occhi. Entrambi messi bene a fisico. Uno biondo coi capelli corti e un curioso tatuaggio tra le scapole, messo in evidenza da una tiratissima canottiera. L' altro moro coi capelli un po' più lunghetti un anello al naso e un piercing alla lingua. Indubbiamente entrambi mi attizzavano notevolmente, entrambi erano liberi, entrambi avevano una gran voglia di scoparsi un bel culetto ed entrambi avevano gradito molto le mie foto porche con Gianni. Non c' era motivo di andarci piano. Appena tornarono a sedere, portandomi anche un' altra piña colada, io chiesi "Ragazzi, cosa pensavate quando guardavate quelle foto?" "Eh.. boh... pensavamo... che Gianni si dev' esser divertito molto..." risposero ridacchiando. "Vi è sembrato divertente?" "Beh, sì... perchè?" "E voi non avreste voglia di divertirvi?" Ovviamente avevano già pensato all' idea di portarmi a letto, ma di sicuro non si aspettavano una sfacciataggine come la mia. Dopo un momento di stupore risposero "Certo che abbiamo voglia di divertirci, te cosa suggerisci?" "Mah... non saprei... Vediamo se riesco a farvi venire qualche idea" dissi avvicinando sempre più le labbra all' orecchio del moro che era seduto accanto a me, mentre l' altro era ancora in piedi. "Oppure potreste far decidere al vostro cazzo!" mormorai passandogli lentamente le labbra sull' orecchio e su collo mentre con una mano mi ero portata nell' interno coscia del biondino. Detto questo appoggiai le labbra sulle sue e lo baciai, tastando contemporaneamente il pacco dell' altro attraverso i pantaloni. La situazione si era fatta molto piccante. Il moretto, dopo un attimo di titubanza, aveva risposto con foga al mio bacio e l' altro si era seduto godendosi la mia mano. Andammo avanti per una decina di minuti, in cui passavo da una bocca all' altra e da un cazzo all' altro. Ad un certo punto mi fermai. "Ragazzi, per me non è un problema, ma dovete decidere a chi tocca per primo." dissi con una spudorata voce da puttanella che era quasi un gemito. I due si guardarono e poi uno mi fece "Per te sarebbe un problema farlo con tutti e due insieme?". "Ma stalloni miei... se volevate fare un orgetta bastava dirlo!" gli feci con occhi languidi. Uno dei due abitava lì vicino e ovviamente sarebbe stata casa sua la nostra alcova per la notte. Ci dirigemmo a piedi verso l' appartamento. Eravamo così arrapata che non riuscimmo a camminare fino a casa senza scambiarci tastate e slinguate. La casa era piccola ma gradevole. Un grande ingresso che comprendeva cucina salotto, camera e bagno, per un ambiente ricco di legno che dava una sensazione di calore e accoglienza. Nemmeno il tempo di chiudere la porta che i due mi saltarono addosso. Li avevo già inquadrati. Erano i classici tipi gentili, educati e a modo, che però a letto si trasformano in dei semplici porci. E francamente la cosa non mi dispiaceva per niente. Mi godetti per qualche istante le loro vogliose attenzioni e poi gli dissi "Fermi un secondo ragazzi. Io vado in camera. Voi spogliatevi e venite quando vi chiamo." Entrai in camera, socchiusi la porta e mi tolsi stivaletti, giubbottino e pantaloni, rimanendo in camicina legata in vita, perizoma e autoreggenti nere. Mi guardai allo specchio compiacendomi della mia femminilità, mi ripassai un po' il trucco e poi mi sdraiai sul letto. "Maschioni... la vostra troietta vi aspetta..." chiamai con una vocina tremolate di lussuria. I due entrarono e col cazzo già in tiro si sdraiarono di fianco accanto a me. Il biondino mi afferro per la testa spingendomi la lingua in bocca, mentre l' altro mi afferrò una mano e se la portò tra le gambe. Non furono dei preliminari molto lunghi. Dopo qualche minuto il moretto, godendosi la mia sega mi mugolò nell' orecchio "Ti voglio scopare! Voglio fotterti! Stò impazzendo dalla voglia di scoparti!" e iniziò a stuzzucarmi il buchetto leccandosi le dita infilandomele tra le chiappe. Quando mi resi conto che il mio culetto era pronto mi girai mettendomi a pecora e dissi al biondino "Vieni qui davanti e dammelo in bocca!". Ovviamente non se lo fece ripetere due vonte e mentre lui mi afferrava la testa portando la mia bocca su suo cazzo, l' altro mi afferrò per i fianchi e senza troppi complimenti me lo affondò nel culo. "Aaaaaah sssssì..." mugolai come una verginella, con un cazzo in bocca e uno in culo. Sembrava che non fosse la prima volta che i due facevano una cosa simile, perchè andavano perfettamente a tempo tra di loro, causandomi un piacere e un' eccitazione incredibile. Ma ancora non eravamo arrivati alla cosa più interessante. Dopo qualche minuto, mentre gli stavo succhiando le palle, il biondino mi sussurrò "Ti piacerebbe se ti scopassi anche io?". "Certo, dopo voglio anche il tuo cazzo! Voglio che anche tu mi sbatta come una troia!" "No, io intendo adesso..." "Fai come vuoi!" gli dissi, senza aver capito gran che ma dando per scontato che qualunque cosa volesse fare mi sarebbe piaciuta. Mentre l' altro continuava a montarmi, lui sì alzò di scatto togliendomi le sue palle dalla bocca e dal rumore capii che stava prendendo qualcosa da un cassetto. In pochi secondi il moro prese a scoparmi più lentamente e, mentre il suo cazzo entrava e usciva, un paio di mani mi spalmavano il culetto di lubrificante. "Ragazzi" chiesi con la voce tremolante per il piacere "non vorrete mica incularmi contempraneamente?". "Tranquilla maialina, ti piacerà!" "Ma non credo che..." "Sta zitta puttanella! Lascia fare a noi e vedrai che godrai fino ad urlare!" Un po' perchè ero assurdamente arrapata, un po' perchè alla fine non avevano dei cazzi enormi, un po' per voglia e un po' perchè non risco a resistere quando un maschio mi tratta così, non ebbi la forza nè la voglia di replicare. Il biondino mi fece allargare le gambe, si mise sotto di me a cazzo ritto e, mentre l' altro mi stringeva a sè con forza, mi disse guardandomi negli occhi "Sei pronta cagnetta?". Detto questo cominciò a spingere il suo cazzo contro il mio buchetto, accanto a quello del suo amico. Inizialmente non sembrava potesse entrare ma quello sopra, stringendomi per i fianchi cominciò a far forza verso l' alto, allargando il mio culetto e facendo un po' di posto per far abboccare il cazzo dell' amico. Cominciavo a dilatarmi sempre più, la cappella cominciava ad entrare ma io cominciavo a sentire male. "Ragazzi, piano... fermi..." In quel moneto il biondino dette un tremendo colpo di reni. Il suo cazzo affondò nel mio culetto ben oltre la cappella e io provai un dolore incredibile. "Ahhh!" urlai. "Sì... godi eh!" Avevano cominciato a venirmi le lacrime agli occhi. "Fermi... mi fate male!" gli dissi piangendo. "Ma che cazzo dici? Lo so che ti piace!" Mi faceva davvero malissimo. Stavo piangendo come una ragazzina mentre questi due riprendevano a fottermi e a godere del mio culo! "Vi prego... basta! Per favore... mi fa male" piagnucolai. "Sta zitta puttana e godi!" mi disse da sotto il biondino leccandomi le lacrime dalla faccia. I due mi avevano stretto tra i loro corpi e io non potevo fare altro che continuare farmi inculare e a piangere, cosa che sembrava li eccitasse molto. All' inizio fu tremendo. Un dolore incredibile mi esplodeva nel culo, e ogni affondo dei due mi faceva urlare per le fitte. Ci volle un po' di tempo, che a me sembrò un' eternità, ma lentamente la sensazione cambiò. Forse per l' eccitazione della situazione particolamente perversa, forse per quella parvenza di stupro che spesso ricorre nelle mie fantasie, forse perchè il mio culetto si stava abituando alla cosa, il dolore lentamente svanì lasciando posto al piacere. I miei gridi di dolore cominciarono a diventare di lussuria e io cominciai ad assecondare le pompate dei due. "Vedi che ti piace, razza di troia in calore!" mi disse il moretto da dietro il mio orecchio. "Sta zitto e pensa a incularla più a fondo la tua troia in calore!" gli risposi, prima di passare le mani dietro alle spalle del biondo e di infilargli la lingua in bocca. I due continuarono a fottermi per un bel po' mentre io mi godevo, oltre ai loro cazzi, anche la stretta tra i loro corpi nudi che si dimenavano per me. Ad un certo punto i due cominciarono a muoversi al contrario. Mentre uno spingeva in dentro l' altro si muoveva in fuori, e viceversa. Una sensazione meravigliosa. Prima era bello ma era come farsi sbattere da un cazzone enorme. Adesso invece era qualcosa di completamente diverso, qualcosa di stupendo che mi fece urlare ancora di più. "Sì sì! Ancora! Oddio, è bellissimo! Di più!" "Tieni puttana!" mi rantolò il biondino schizzandomi in culo una gran dose di calda sborra, con colpi secchi che accompagnavano ogni schizzo. di colpo entrambi mi usciro dal culo strappandomi un urletto e mentre il moro si sdraiò accanto a me tirandomi la testa su suo cazzo, il biondino mi infilò tre dite nal culo e cominciò a masturbarmi con l' altra mano. Ora dovevo far venire il moretto e volevo che mi venisse in faccia e in bocca. Comiciai a maneggiargli il cazzo alternano succhiate a seghe e a leccate di palle. L' altro dietro continuava a affondarli la mano nel culo, che si stava restringendo, e a masturbarmi lentamente Fu questione di pochi minuti. Il moretto mi venne in faccia, in bocca e sul petto. Mi girai sulla schiena perchè mi venisse sopra e mi sgocciolasse in bocca anche ciò che rimaneva e in quel momento venni anche io. Meraviglioso! Sbattuta, usata, violentata, sfondata e ricoperta di sperma! Cosa può chiedere di più una troietta come me? Restai qualche minuto sdraiata sul letto, mentre i due si complimentavano dicendo che sono "una maiala da serie A" e che "le foto non rendevano giustizia". Dal canto mio li ringraziai per non essermi fermati quando in lacrime li ho implorati di smettere. "Avete fatto bene a non ascoltarmi quando piangevo dicendovi di smettere. Mi avete usata e sbattuta come una puttana! E' una cosa che mi fa impazzire!" Restammo a parlare ancora per poco. Poi ci congedammo con un bacio e con la promessa e ci saremmo reincontrati ancora, cosa che per motivi lunghi da spiegare non successe. Uscii di casa e mi diressi verso la mia macchina camminando in maniera un po' anomala a causa della massiccia sodomizzazione che avevo subito. Quando passai davanti al locale in cui avevo incontrato i due, alcune persone che erano fuori mi videro camminare in quel modo e si misero a sghignazzare. Sicuramente non era la prima volta che da quella parti vedevano un simile passo.
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