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Inserire il tuo racconto



FESTA DI COMPLEANNO CON 2 TRAV
 

Un mercoledì sera mi arriva la telefonata della mia amica Katia, che mi chiede se mi andava di andare ad una festa di compleanno di alcuni suoi amici. Risposi di sì ed il sabato pomeriggio parto e raggiungo Katia a casa sua. Verso sera iniziamo a prepararci, clistere, doccia calda e poi vestiti. Quando stavo per tirare fuori i vestiti, avevo portato una gonna ed una camicetta abbastanza sobri, lei mi dice che i suoi amici erano quattro gay, una coppia e due amici, e che noi dovevamo andare vestite molto sexy.Mi tira fuori un vestitino suo, rosso fuoco ed un paio di scarpe rosse con tacco a spillo. Avevo indossato un perizoma nero ed un wonder bra per tirare un pò su il mio piccolo seno. Il vestito era cortissimmo, lo tiravo continuamente in giù perchè mi copriva a mala pena il culetto. Le scarpe erano bellissime, gliele avevo sempre invidiate a Katia. Ci siamo poi truccate, un bel rossetto brillante come piace a me, profumo e via in auto. Lei abita in campagna, in una villetta isolata e la festa era in un paese lì vicino. Quando eravamo ferme al semaforo, i ragazzi che ci affiancavano ci gridavano " ciao belle gnocche".....eheheheh, non immaginavano cosa c'era sotto. Arriviamo dopo 20 minuti alla festa, suoniamo e saliamo al primo piano, io sempre abbassando il vestito. Ci apre la porta il padrone di casa, un bel ragazzo, castano, palestrato. Entriamo e dopo le presentazioni ci sediamo a chiacchierare. Il padrone di casa, che ci aveva aperto la porta, era insieme ad un ragazzo biondo, carino, con gli occhi azzurri. Dopo qualche chiacchiera e qualche bicchiere di vino, uno dei ragazzi ci chiede se volevamo fare un balletto sexy io e Katia, come regalo di compleanno. Cominciamo a ballare in mezzo alla sala, scherziamo, sfreghiamo i nostri culetti, ad un certo punto Katia si gira ed inizia a baciarmi. La adoro ci vogliamo molto bene ed adoriamo baciarci. Forse eccitati nel vederci, iniziarono a baciarsi anche la coppia di ragazzi, era la prima volta che vedevo due uomini baciarsi così. Io intanto sentivo che Katia si eccitava, così le abbasso le mutandine, mi inginocchio ed inizio a sukkiarlo. A quel punto si era rotto il ghiaccio. Gli altri due si erano tolti i pantaloni e si toccavano. Katia mi disse "fagli evdere cosa sai fare". Così mi girai ed iniziai a sukkiarli. Katia intanto mi tolse le mutandine ed inizio a penetrarmi. Mmmmm tre piselloni tutti miei. Intanto il biondo aveva iniziato a fare un pompino al padrone di casa. Katia volle poi cambiare. Lei si sedette sul divano ed inizio a fare un pompino ad uno dei due. Io sukkiavo lei e l'altro inizio a scoparmi. Vennero contemporaneamente, solo Katia senza preservativo, adoro il suo latte caldo. A questo punto i due ragazzi scoparono tra di loro. Io non ancora contenta, andai dal biondo, gli chiesi di spostarsi, e mi impalai sul pisellone del padrone di casa, mamma che bello che era. Il biondo inizio a spompinarmi finche il suo compagno mi scopava. Katia intanto non voleva rimanere in disparte, così si fece scopare dal biondo. E' stata proprio una bella serata, molto piena !!

 

Ragazza che fa pompino a trans brasiliana!

DURATA TOT. 50 MINUTI


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LA BENDA TI FA BELLA


Avevo appena finito i ventidue anni, ma già avevo alle spalle la mia buona dose di esperienze con ragazzi e uomini. In quel periodo mi vedevo con Franco, un trentaduenne che viveva da solo dopo la rottura con la ragazza con cui aveva convissuto qualche mese. Fin dalla prima sera in cui andammo a letto insieme mi fu chiaro che era un vero porco, capace di un ottimo sesso sia per qualità che per quantità. Abbiamo cominciato a vederci frequentemente nel suo appartamento, dove mi ha scopata in ogni punto e posizione. Il nostro rapporto è proseguito così per tre o quattro mesi, con tanto sesso e poche parole. Il dialogo non aveva mai ricoperto questa gran importanza, finchè un giorno, senza motivo cominciò a parlami dei suoi amici. Inizialmente non ho dato gran perso alla cosa. Pensavo "Magari ha deciso di raccontarmi qualcosa della sua vita". Quando mi resi conto che però, in qualunque modo cominciasse il discorso, ricadeva sempre sui suoi amici, in particolare quattro dei suoi amici, cominciai a essere invasa da un sospetto molto intrigante. Una sera ci trovavamo a letto dopo una lunga scopata. Io ero sdraiata a pancia in giù, lui mi stava sopra, col cazzo che sfregava sulle mie chiappe ancora bagnate e mi parlava toccandomi lentamente una coscia. Come immaginavo il discorso tornò sui suoi amici. Io mi spostai e lo bloccai subito dicendogli "Senti amore, non è che hai intenzione di farmi scopare dai tuoi amici, vero?". Lui rimase abbastanza allibito e poi mi rispose "Ma no? Perché? Ma cosa dici?" "Peccato!" gli risposi io. Ci guardammo negli occhi per qualche secondo e senza dire una parola decidemmo che avremmo invitato gli amici, dopodichè gli sorrisi, mi abbassai e glielo presi in bocca. Ci vedemmo per altre due o tre sere, finchè mi disse "Per lunedì sera avrei fissato coi miei amici, però sono solo tre.". Praticamente uno degli amici un po' si vergognava, un po' non si fidava, insomma non voleva venire. Fondamentalmente non era un gran danno: tre erano comunque abbastanza e un quarto non avrebbe cambiato gran che la situazione. La cosa però mi suggerì un' idea ulteriormente perversa. "Senti caro... se mi facessi bendare prima del loro arrivo e non mi togliessi la benda finchè non se ne sono andati, il tuo amico verrebbe?" Fu così che il quarto decise di venire e io decisi di fare una delle cose più eccitanti della mia carriera di puttanella. Va detto che i tre amici più audaci erano soliti partecipare ai festini privati a cui io e Franco ci eravamo conosciuti, quindi erano puliti e sani (con tanto di certificato, come dettano le rigorose regole dei suddetti festini). Il quarto era totalmente estraneo a questo genere di ambienti e garantito da Franco come pulitissimo e sanissimo. Passarono quattro giorni, che mi vissi in costante stato di eccitazione fantasticando su quello che stavo per fare, e finalmente giunse lunedì. Preparando la borsa ci misi autoreggenti a rete nere, perizoma e reggiseno neri con del pelo sui bordi, tutina di rete di Eros Veneziani, boa di piume, guanti lunghi, sandali con la zeppa e la bustina dei trucchi. L'appuntamento era alle dieci. Arrivai alle nove a casa del mio uomo, gli detti un bacio e mi chiusi in camera a prepararmi mentre lui aspettava gli altri in salotto. Poco prima delle dieci ero pronta. Mi guardai allo specchio. Ero davvero tanto bona e tanto porca. Mi sdraiai sul letto in attesa e verso le dieci e cinque suonò il campanello. In quel momento sentii fortissima quella strana sensazione che sì avverte al basso ventre quando si è particolarmente eccitati. Franco aprì e sentii le voci nel corridoio. Ero davvero eccitatissima. Parlarono per un paio di minuti, poi Franco entrò in camera con una benda e mi disse "Vieni bella, è il momento!". Mi bendò bene in modo che non vedessi assolutamente nulla, mentre io mi ero accesa una sigaretta e la stavo fumando da un lungo bocchino che, chissà perchè, eccita tanto gli uomini. Dopo avermi bendata mi baciò a lungo stringendomi e palpandomi le cosce e i glutei e mi disse leccandomi un orecchio "Conservati un po' di energia troietta, perchè quando ha finito con loro tocca a me!". Uscì e mi lasciò sola e bendata. Mi sdraiai di lato rivolta verso la porta e continuai a fumare. Credo che siano stati i minuti più lunghi della mia vita. Finalmente sentii aprirsi la porta e rumore di passi nudi nella stanza. "Ciao ragazzi. Quanto volevate farmi aspettare ancora?" dissi passandomi la lingua sulle labbra e una mano su una coscia. "Dio,ma sei proprio una zoccola!" sentii dire mentre qualcuno mi allargava le gambe e si sdraiava su di me, mettendomi la lingua in bocca. Io lo accolsi su di me, gli passai le braccia intorno al collo, una gamba sul fianco e mi abbandonai al suo bacio. Era molto muscoloso, depilato, con dei capelli molto corti e in bocca un gradevole sapore di menta. Anche il suo arnese che strusciava sul mio sembrava, sebbene non enorme, di godibili dimensioni. Ci baciammo per un po' finchè non si voltò, trascinandomi dietro e ritrovandosì sotto di me. A quel punto mi alzai in ginocchio, glielo presi in mano e cominciai a masturbarlo lentamente. In contemporanea sentii mani ovunque e qualcuno che mi spingeva il suo arnese sulle labbra. Mentre io stavo tirando una sega al primo e succhiandolo al secondo, da dietro mi leccavano il culetto e mi ci infilavano dita, finchè non riconobbi tra le chiappe l' inconfondibile e paradisiaca pressione di un cazzo. "Prendilo tutto ragazzina" mi disse mentre premeva e lentamente entrava dentro di me tirandomi per i fianchi. Da quel momento i ricordi si fanno confusi e faccio molta difficoltà a distinguere chi era chi e l' esatta sequenza di ciò che è successo dopo. Quello che ricordo bene è che mi hanno scopata più di una volta per uno montandomi e sbattendomi come un oggetto, mi sono venuti in bocca, nel culo e addosso, tanto che quando ebbero finito gocciolavo letteralmente di dolcissima e deliziosa sborra. Se ne andarono lasciandomi sul letto sdraiata a pancia in giù nella loro sborra e dicendomi che ero una troia da favola ed avevo fatto benissimo il mio dovere. Uscirono dalla camera, chiusero la porta, si rivestirono scambiando due parole con Franco e se ne andarono. Durante quei minuti me ne restai immobile nel letto, respirando lentamente e assaporando la sborra che dalla guancia mi colava sulle labbra. Quando i quattro se ne furono andati, Franco aprì la porta, entrò e mi strappo' via la benda. Era nudo e con il suo bell' uccello già in tiro. "La mia donna ha fatto la puttana eh. Ora ti insegno io come devi comportarti!" mi disse afferrandomi per i capelli. "Succhialo fino in fondo, troia!" ordinò sbattendomi il suo cazzo in bocca e premendomi una mano sulla nuca. Cominciai a succhiarglielo lentamente ma, dato che sicuramente aveva assistito a tutto ciò che avevo fatto prima, aveva le palle piene e in un paio di minuti mi riempì la bocca di caldo sperma che in parte ingoiai e in parte lasciai colare dagli angoli della bocca. Mi sdraiai sul letto imbrattato della sborra di cinque persone e lui si stese su di me. Mi fece un lungo succhiotto sul collo, mentre io da dietro gli accarezzavo le palle per accelerare la sua ripresa. Ci mise poco a riprendersi. Poco dopo cominciai a sentire il suo cazzo duro tra le mie gambe e, posandogli le mani su glutei, gli dissi gurdandolo negli occhi "Amore, non vorrai essere l' unico a non avermi scopata oggi. Lui fece per allargarmi le gambe, ma io lo fermai "No amore. Non qui... facciamo la doccia insieme.". Ci alzammo, entrambi sporchi della sborra che ripriva il letto, e baciandoci ci dirigemmo verso la doccia mentre io lo masturbavo dolcemente. Quella notte mi scopò lentamente sotto l' acqua calda, stringendomi e accarezzandomi in ogni punto del corpo. Fu una scopata lenta e lunghissima tanto che, usciti dalla doccia, ci demmo un asciugata veloce e ci sdraiammo subito sul divano per dormire. Lui si addormentò subito mentre io, abbracciata a lui e con una mano sul suo cazzo, passai quella che mi è sembrata un' eternità a rigustarmi al replay quei folli e deliziosi momenti. Avevo scopato con quattro uomini di cui non sapevo nulla (e non ho mai saputo nulla) e che magari vedevo (e magari vedo tutt' ora) tutti i giorni senza riconoscerli. L' incredibile sensazione di esser stata donna, troia e puttana di quello che ero sempre stata mi tenne sveglia per un' oretta buona, finchè non mi addormentai abbandonandomi estasiata sul corpo del mio uomo.
 

 

IL MIO PRIMO TRANS di Nicola63


Ero da poco seduto al bar, vicino alla spiaggia. Mia moglie mi sedeva di fronte e metteva in mostra le sue gambe abbronzate e una bella scollatura. Ama piacermi ma con un pizzico di moralismo. Io ho cercato più volte di metterle in testa qualche acceno a cose un po più divertenti ma non sono mai riuscito ad andare oltre all'ammisione che le piacerebbe essere leccata da una donna mentre me lo prende in bocca.... Solo che è stato detto in un momento di godimento e poi dimenticato.... Bene, torniamo a noi, anzi a lei. Si lei stava venendo verso i tavolini del bar. alta, slanciata, due tacchi da brivido, minigonna e camicina trasparente.... Non era bellissima di viso ma aveva qualche cosa di conturbante, sapore di proibito. Si mise proprio in odo che mia moglie non poteva vederla, ma il problema che io la vedevo benissimo, eccome. Non so perchè ma il mio uccello si è gonfiato e stava gridando per essere liberato dai jeans trppo stretti. Cercai di fare finta di nulla ma notai che lei gradiva il mio sguardo eccitato.... Il giorno seguente, più per scommessa che per convinzione, tornai da quelle parti da solo. E la trovai ancora li... intenta a parlare al cellulare e .... ma che voce bassa... Mi guardò e senza troppi preamboli mi chiese: era tua moglie quella bella tipa di ieri? Pensai che mi avrebbe fatto il soito discorso che non voleva storie con gente sposata... Invece quando risposi semplicemente e sinceramente si mi disse che le era piaciuta molto e che si era permessa di ascoltare i nostri discorsi. Le chiesi se aveva ascoltato anche quelli dove diceva che era molto gelosa e lei mi disse di si. Non è giusto essere tropo gelosi aggiunse, perchè poi ti vien la voglia di tradire.. Le dissi che ero d'accordo e che veramennte più volte mi era capitato. Mi sfregò il suo bel piede contro la mia gamba e mi chiese se i ero geloso... Dipende, risposi, ma non di una donna, la vorrei vedere godere mentre una donna le infile le sue dita nel culetto morbido e le coccola il clitoride mentre le succhia i capezzoli... Piano, disse lei, così mi stai eccitando. faccio quello che ieri tu hai fatto a me, risposi. Ho visto il pacco che avevi quando ti sei alzato, e come mi hai guardata mentre passavi, è per quello che oggi sono venuta di nuovo. Speravo venissi anche tu... Poi disse: io sono una femmina speciale, mi vorrai lo stesso?? Li per li non capii, e dissi che l'avrei voluta davvero molto. Poi disse: dammi il tuo numero cosìti faccio uno squillo e avrai anche il mio, io domani sono libera se vuoi puoi venire nella casa che ho affittato. Ero di nuovo eccitato con i pantaloni che tenevano a malapena tutto dentro... Poi aggiunse: Guarda che sono un trans, sei sicuro di venire? Mi venì un colpo! E dire che stavo per metterle la lingua in bocca!! Ci rimasi come uno scemo, balbettai qualche cosa ma lei sembrò non farci caso e mi disse: pensaci e chiamami per dirmi cosa vuoi fare. E andò via ancheggiando. Feci quattro passi per cercare di riprendermi e poi andai a casa. Trovai una scusa e mi eclissai per riprendermi. Ma la notte successe una cosa che mi sconvolse... Io non ho mai avuto tendenze omosessuali, neanche per scherzo ma... La notte sognai in modo molto reale di avvicinarmi a quella bella trans, la baciai in bocca e.... iniziai a scostarle il perizoma con la mia mano... le presi l'uccello in mano e cominciai ad accarezzarlo piano facendo scorrere la mano avanti ed indietro, come una leggera sega. Poi mi inginocchiai e con grande eccitazione, iniziai a leccare il glande mentre lo tenevo nella mano.... Appena iniziò a prendere un po di consistenza iniziai a far scorrere le mie labbra sul cazzo del trans... un vero pompino... La cosa assurda è che nel sogno ero molto eccitato nel farlo. Piano piano divenne belo duro e io cercavo di prenderlo sempre più in fondo, di ingoiarlo tutto. E mentre lo spompinavo iniziai a fargli un bel ditalino al culo.... Sentii poi il bisogno di prenderla così mi alzai e mi misi in piedi dietro di lei. Con i tacchi era forse più alta di me e fu facile appoggiare la mia cappella al suo buco... Iniziai a spingere leggermente, poi sempre più forte e il suo culo mi prendeva tutto il mio uccello... prtroppo mia mogli mi svegliò e ci rimasi male! Poi iniziai a pensare che cazzo di sogno avevo fatto, se ero diventato scemo, io con un altro uomo, ma che cazzo!! Rimasi assopito a letto e piano piano ripensai al sogno. Mi prese una strana eccitazione quando ripensavo al pompino che stavo facendo nel sogno... Mia moglie era già uscita e io ero a letto con quella visione, il cazzo del trans che mi spompinavo.. Non mi accorsi neppure di aver iniziato a farmi una grande sega ma il piacere fu grande quando godei pensando al suo uccelo nella mia bocca! Decisi di chiamarla.

 

 



Two is megl che one ! di Monella_Trav

Era estate, faceva caldo, il tipo con cui scopavo in quel periodo era al mare con gli amici e anche gli altri cazzi con cui spesso mi intrattenevo non erano reperibili. Dopo qualche inutile telefonata decisi che dopo tanto tempo sarei ritornata in un locale gay. Non avevo voglia di portarmi il cambio, ma nemmeno volevo attraversare il centro di Firenze vestita da puttanella, per cui optai per una tenuta che non attirasse più di tanto l' attenzione, se non vista da vicino. Indossai un bel paio di pantaloni a vita bassa che facevano uscire di sopra una buona dose di perizoma, camicetta strategica che da grigia e anonima poteva diventare estremamente sexy con un semplice nodo in vita e qualche bottone sganciato, giubbottino di jeans, stivaletti dal tacco non troppo alto e un filo di trucco. Sotto avevo un paio di utoreggenti a rete, mia grande pasione da sempre. Parcheggiai la macchina sul lungarno dalla parte di Santa Croce e mi diressi verso il locale più vicino. Erano meno di 15 minuti e piedi grazie alla mia tenuta abbastanza discreta raggiunsi tranquillamente il locale seguita da qualche urlo e da qualche fischio di chi mi aveva scambiato per una donna. La cosa ovviamente non poteva che farmi piacere. Era tanto che non mettevo piede in quel posto e non riuscivo avedere nessuna faccia conosciuta. Anche lo staff non era più lo stesso. "Meglio!" pensai, "Un sacco di cazzi ancora da provare!". Lasciai il giubbottino al guardaroba, mi sistemai la camicetta, mi ripassai il rossetto allo specchio, accesi una sigaretta e mi diressi sculettando verso il bancone. Ordinai una piña colada e mentre il cameriere me la preparava osservai un po' la pista. Il dj aveva passato un lento e tanti uomini lo stavano ballando abbracciandosi, baciandosi e tastandosi lentamente. Appena pronto, presi il mio cocktail e mi diressi verso la zona divanetti. Mi sedetti mollemente su un divanetto bianco, con una gamba accavallata, un po' piegata in avanti per sfoggiare il mio fondoschiena con annesso perizoma e con aria svagata presi ad osservare chi era seduto attorno a me. Quasi tutti accoppiati, e i pochi che non lo sembravano non erano decisamente degni delle mie attenzioni. Una coppia però mi aveva attirato più degli altri. Due bei ragazzoni abbastanza muscolosi, che avevo sorpreso più di una volta a fissarmi e a parlottare tra di loro. Inizialmente non gli ho dato un gran peso, ma osservandoli meglio con la coda dell' occhio mi sono accrta che il loro atteggiamento non era quello della maggior parte delle coppie sedute su quei divanetti. Non sembravano due amanti, ma due amici in cerca di svago. Più li osservavo e più mi convincevo di questa cosa. Ad un certo punto, dopo l' ultima ammiccata nei miei confronti mi sono alzata e guardandoli mi sono diretta verso di loro. Loro mi guardavano stupiti e incuriositi, come se cercassero di capire se stavo andando proprio verso di loro e perchè. "Ciao ragazzi, credo che stiate perlando di me. Qualunque sia l' argomento di discussione sicuramente posso darvi informazioni molto attendibili." "Eh bè, sì sai... noi ti abbiamo riconosciuta, avevamo visto le tue foto con Gianni..." "Cosa?" "Vieni, vieni a sedere..." mi fecero posto tra loro due e io mi sedetti facendo scendere ancora di più la vita dei pantaloni. Praticamente i due erano amici di un tipo con cui me la facevo tempo addietro e avevano visto le foto a dir poco spinte che avevamo fatto durante le nostre scopate. "Così ragazzi, mi avete vista all' opera... Cosa ve ne è parso?" gli chiesi sfacciatamente. "Beh, sicuramente molto eccitante. Quelle autoreggenti a rete poi sono davvero fantastiche." "Le indosso anche adesso, sai?" "Ah..." Silezio. "Senti, noi arriviamo un attimo al bancone a prendere un altri drink. Ci aspetti qui?" "Certo ragazzi!" Mentre i due al bancone, con la scusa del drink, discutevano e pregustavano gli sviluppi della situazione, io me li spogliavo con gli occhi. Entrambi messi bene a fisico. Uno biondo coi capelli corti e un curioso tatuaggio tra le scapole, messo in evidenza da una tiratissima canottiera. L' altro moro coi capelli un po' più lunghetti un anello al naso e un piercing alla lingua. Indubbiamente entrambi mi attizzavano notevolmente, entrambi erano liberi, entrambi avevano una gran voglia di scoparsi un bel culetto ed entrambi avevano gradito molto le mie foto porche con Gianni. Non c' era motivo di andarci piano. Appena tornarono a sedere, portandomi anche un' altra piña colada, io chiesi "Ragazzi, cosa pensavate quando guardavate quelle foto?" "Eh.. boh... pensavamo... che Gianni si dev' esser divertito molto..." risposero ridacchiando. "Vi è sembrato divertente?" "Beh, sì... perchè?" "E voi non avreste voglia di divertirvi?" Ovviamente avevano già pensato all' idea di portarmi a letto, ma di sicuro non si aspettavano una sfacciataggine come la mia. Dopo un momento di stupore risposero "Certo che abbiamo voglia di divertirci, te cosa suggerisci?" "Mah... non saprei... Vediamo se riesco a farvi venire qualche idea" dissi avvicinando sempre più le labbra all' orecchio del moro che era seduto accanto a me, mentre l' altro era ancora in piedi. "Oppure potreste far decidere al vostro cazzo!" mormorai passandogli lentamente le labbra sull' orecchio e su collo mentre con una mano mi ero portata nell' interno coscia del biondino. Detto questo appoggiai le labbra sulle sue e lo baciai, tastando contemporaneamente il pacco dell' altro attraverso i pantaloni. La situazione si era fatta molto piccante. Il moretto, dopo un attimo di titubanza, aveva risposto con foga al mio bacio e l' altro si era seduto godendosi la mia mano. Andammo avanti per una decina di minuti, in cui passavo da una bocca all' altra e da un cazzo all' altro. Ad un certo punto mi fermai. "Ragazzi, per me non è un problema, ma dovete decidere a chi tocca per primo." dissi con una spudorata voce da puttanella che era quasi un gemito. I due si guardarono e poi uno mi fece "Per te sarebbe un problema farlo con tutti e due insieme?". "Ma stalloni miei... se volevate fare un orgetta bastava dirlo!" gli feci con occhi languidi. Uno dei due abitava lì vicino e ovviamente sarebbe stata casa sua la nostra alcova per la notte. Ci dirigemmo a piedi verso l' appartamento. Eravamo così arrapata che non riuscimmo a camminare fino a casa senza scambiarci tastate e slinguate. La casa era piccola ma gradevole. Un grande ingresso che comprendeva cucina salotto, camera e bagno, per un ambiente ricco di legno che dava una sensazione di calore e accoglienza. Nemmeno il tempo di chiudere la porta che i due mi saltarono addosso. Li avevo già inquadrati. Erano i classici tipi gentili, educati e a modo, che però a letto si trasformano in dei semplici porci. E francamente la cosa non mi dispiaceva per niente. Mi godetti per qualche istante le loro vogliose attenzioni e poi gli dissi "Fermi un secondo ragazzi. Io vado in camera. Voi spogliatevi e venite quando vi chiamo." Entrai in camera, socchiusi la porta e mi tolsi stivaletti, giubbottino e pantaloni, rimanendo in camicina legata in vita, perizoma e autoreggenti nere. Mi guardai allo specchio compiacendomi della mia femminilità, mi ripassai un po' il trucco e poi mi sdraiai sul letto. "Maschioni... la vostra troietta vi aspetta..." chiamai con una vocina tremolate di lussuria. I due entrarono e col cazzo già in tiro si sdraiarono di fianco accanto a me. Il biondino mi afferro per la testa spingendomi la lingua in bocca, mentre l' altro mi afferrò una mano e se la portò tra le gambe. Non furono dei preliminari molto lunghi. Dopo qualche minuto il moretto, godendosi la mia sega mi mugolò nell' orecchio "Ti voglio scopare! Voglio fotterti! Stò impazzendo dalla voglia di scoparti!" e iniziò a stuzzucarmi il buchetto leccandosi le dita infilandomele tra le chiappe. Quando mi resi conto che il mio culetto era pronto mi girai mettendomi a pecora e dissi al biondino "Vieni qui davanti e dammelo in bocca!". Ovviamente non se lo fece ripetere due vonte e mentre lui mi afferrava la testa portando la mia bocca su suo cazzo, l' altro mi afferrò per i fianchi e senza troppi complimenti me lo affondò nel culo. "Aaaaaah sssssì..." mugolai come una verginella, con un cazzo in bocca e uno in culo. Sembrava che non fosse la prima volta che i due facevano una cosa simile, perchè andavano perfettamente a tempo tra di loro, causandomi un piacere e un' eccitazione incredibile. Ma ancora non eravamo arrivati alla cosa più interessante. Dopo qualche minuto, mentre gli stavo succhiando le palle, il biondino mi sussurrò "Ti piacerebbe se ti scopassi anche io?". "Certo, dopo voglio anche il tuo cazzo! Voglio che anche tu mi sbatta come una troia!" "No, io intendo adesso..." "Fai come vuoi!" gli dissi, senza aver capito gran che ma dando per scontato che qualunque cosa volesse fare mi sarebbe piaciuta. Mentre l' altro continuava a montarmi, lui sì alzò di scatto togliendomi le sue palle dalla bocca e dal rumore capii che stava prendendo qualcosa da un cassetto. In pochi secondi il moro prese a scoparmi più lentamente e, mentre il suo cazzo entrava e usciva, un paio di mani mi spalmavano il culetto di lubrificante. "Ragazzi" chiesi con la voce tremolante per il piacere "non vorrete mica incularmi contempraneamente?". "Tranquilla maialina, ti piacerà!" "Ma non credo che..." "Sta zitta puttanella! Lascia fare a noi e vedrai che godrai fino ad urlare!" Un po' perchè ero assurdamente arrapata, un po' perchè alla fine non avevano dei cazzi enormi, un po' per voglia e un po' perchè non risco a resistere quando un maschio mi tratta così, non ebbi la forza nè la voglia di replicare. Il biondino mi fece allargare le gambe, si mise sotto di me a cazzo ritto e, mentre l' altro mi stringeva a sè con forza, mi disse guardandomi negli occhi "Sei pronta cagnetta?". Detto questo cominciò a spingere il suo cazzo contro il mio buchetto, accanto a quello del suo amico. Inizialmente non sembrava potesse entrare ma quello sopra, stringendomi per i fianchi cominciò a far forza verso l' alto, allargando il mio culetto e facendo un po' di posto per far abboccare il cazzo dell' amico. Cominciavo a dilatarmi sempre più, la cappella cominciava ad entrare ma io cominciavo a sentire male. "Ragazzi, piano... fermi..." In quel moneto il biondino dette un tremendo colpo di reni. Il suo cazzo affondò nel mio culetto ben oltre la cappella e io provai un dolore incredibile. "Ahhh!" urlai. "Sì... godi eh!" Avevano cominciato a venirmi le lacrime agli occhi. "Fermi... mi fate male!" gli dissi piangendo. "Ma che cazzo dici? Lo so che ti piace!" Mi faceva davvero malissimo. Stavo piangendo come una ragazzina mentre questi due riprendevano a fottermi e a godere del mio culo! "Vi prego... basta! Per favore... mi fa male" piagnucolai. "Sta zitta puttana e godi!" mi disse da sotto il biondino leccandomi le lacrime dalla faccia. I due mi avevano stretto tra i loro corpi e io non potevo fare altro che continuare farmi inculare e a piangere, cosa che sembrava li eccitasse molto. All' inizio fu tremendo. Un dolore incredibile mi esplodeva nel culo, e ogni affondo dei due mi faceva urlare per le fitte. Ci volle un po' di tempo, che a me sembrò un' eternità, ma lentamente la sensazione cambiò. Forse per l' eccitazione della situazione particolamente perversa, forse per quella parvenza di stupro che spesso ricorre nelle mie fantasie, forse perchè il mio culetto si stava abituando alla cosa, il dolore lentamente svanì lasciando posto al piacere. I miei gridi di dolore cominciarono a diventare di lussuria e io cominciai ad assecondare le pompate dei due. "Vedi che ti piace, razza di troia in calore!" mi disse il moretto da dietro il mio orecchio. "Sta zitto e pensa a incularla più a fondo la tua troia in calore!" gli risposi, prima di passare le mani dietro alle spalle del biondo e di infilargli la lingua in bocca. I due continuarono a fottermi per un bel po' mentre io mi godevo, oltre ai loro cazzi, anche la stretta tra i loro corpi nudi che si dimenavano per me. Ad un certo punto i due cominciarono a muoversi al contrario. Mentre uno spingeva in dentro l' altro si muoveva in fuori, e viceversa. Una sensazione meravigliosa. Prima era bello ma era come farsi sbattere da un cazzone enorme. Adesso invece era qualcosa di completamente diverso, qualcosa di stupendo che mi fece urlare ancora di più. "Sì sì! Ancora! Oddio, è bellissimo! Di più!" "Tieni puttana!" mi rantolò il biondino schizzandomi in culo una gran dose di calda sborra, con colpi secchi che accompagnavano ogni schizzo. di colpo entrambi mi usciro dal culo strappandomi un urletto e mentre il moro si sdraiò accanto a me tirandomi la testa su suo cazzo, il biondino mi infilò tre dite nal culo e cominciò a masturbarmi con l' altra mano. Ora dovevo far venire il moretto e volevo che mi venisse in faccia e in bocca. Comiciai a maneggiargli il cazzo alternano succhiate a seghe e a leccate di palle. L' altro dietro continuava a affondarli la mano nel culo, che si stava restringendo, e a masturbarmi lentamente Fu questione di pochi minuti. Il moretto mi venne in faccia, in bocca e sul petto. Mi girai sulla schiena perchè mi venisse sopra e mi sgocciolasse in bocca anche ciò che rimaneva e in quel momento venni anche io. Meraviglioso! Sbattuta, usata, violentata, sfondata e ricoperta di sperma! Cosa può chiedere di più una troietta come me? Restai qualche minuto sdraiata sul letto, mentre i due si complimentavano dicendo che sono "una maiala da serie A" e che "le foto non rendevano giustizia". Dal canto mio li ringraziai per non essermi fermati quando in lacrime li ho implorati di smettere. "Avete fatto bene a non ascoltarmi quando piangevo dicendovi di smettere. Mi avete usata e sbattuta come una puttana! E' una cosa che mi fa impazzire!" Restammo a parlare ancora per poco. Poi ci congedammo con un bacio e con la promessa e ci saremmo reincontrati ancora, cosa che per motivi lunghi da spiegare non successe. Uscii di casa e mi diressi verso la mia macchina camminando in maniera un po' anomala a causa della massiccia sodomizzazione che avevo subito. Quando passai davanti al locale in cui avevo incontrato i due, alcune persone che erano fuori mi videro camminare in quel modo e si misero a sghignazzare. Sicuramente non era la prima volta che da quella parti vedevano un simile passo.

 

 

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