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DIMENSIONE HARD |
STORIE EROTICHE DI SESSO ALLE PRIME ESPERIENZE - LA PRIMA VOLTA CHE HO SCOPATO - PORNO RACCONTI DI PRIME ESPERIENZE - STORIE PORNO DI SESSO - VERE STORIE PRIME ESPERIENZE - PORNO RACCONTI DI RAGAZZE ALLE PRIME ESPERIENZE DI SESSO
Inserire il tuo racconto
CON LINDA LA PRIMA VOLTA NEL ...
Ciao, io sono Nando e questa che vi sto per raccontare è una storia che mi è accaduta un paio di mesi fa. Mia madre ha un’amica di gioventù che frequenta ancora oggi, spesso viene a casa nostra a trovare mia madre, è un bella donna sui 35 e ogni tanto viene anche sua figlia Linda, una bella biondina sulla quale avevo fatto qualche pensierino, a chiedermi di aiutarla con la scuola e con internet.
Da qualche giorno mi ero promesso che la prossima volta che sarebbe venuta in camera mia da sola avrei tentato un approccio. Un giorno ero in camera mia che sfogliavo un rivista porno, e fui travolto dalla frenetica voglia di masturbarmi, il mio uccello era già duro, lo tirai fuori e incominciai ad andare su e giù con molta calma con una mano mentre con l’altra tenevo la rivista porno. Linda mi trovò così, era salita ed aveva aperto la mia porta senza che neanche me ne accorgessi. Subito rimisi al suo posto il membro e la rivista e con un bel po’ di imbarazzo mi disse –scusami tanto non ho bussato- io risposi –non ti preoccupare, cosa volevi?- -mi servirebbe una ricerca su internet ma se non hai tempo me ne vado- -no, non ti preoccupare- e con un po’ di imbarazzo si sedette vicino a me. Io aprii la connessione e cominciai a cercare “L’ illuminismo”, Intanto notai che Linda non guardava il monitor ma guardava me, io me ne accorsi e dissi –cosa c’è?- lei rispose –niente, stavo riflettendo e pensavo al nostro imbarazzo per prima, non c’è niente da imbarazzarci e una cosa normale, io di piselli ne ho già visti e penso che anche tu l’abbia già mostrato ad altre ragazze, non è vero?- -si, hai ragione- - l’unica cosa che mi dispiace è che tu non abbia potuto finire il tuo lavoro- e io le risposi scherzando –se vuoi puoi finirlo tu- lei si alzò e chiuse la porta, venne verso di me e mi slacciò i pantaloni, estrasse il cazzo e cominciò a farmi una sega, io all’inizio ero un po’ allibito poi presi coraggio e cominciai ad accarezzarle le gambe sotto la leggera gonna di seta.
Frugavo in mezzo alle sue cosce fino a raggiungere la sua fighetta depilata, incominciai ad accarezzargliela mentre lei continuava a masturbarmi, quando sfiorai il suo clitoride ebbe un sussulto e mi disse –dai!! Fammi venire!!- io introducevo il medio e l’indice nella sua vagina i quali uscivano ricoperti di umori. Linda stava perdendo la testa, stringeva fortissimo il mio cazzo e urlava di piacere, io temevo ci sentissero e quindi la pregai di fare più piano. Dopo circa 2 minuti di urla, venne con un getto di umori sulle mie dita, tolsi la mano dalle sue gambe e le rimisi a posto la gonna. Lei ripresasi dall’orgasmo si impegnò a finire quello che aveva cominciato a fare, e riprese a muovere velocemente la mano sul mio pene, ben presto venni tra le sue mani. Le porsi un fazzoletto per pulirsele e poi stampai la ricerca. Lei si alzò e ammiccando mi disse –mi sono divertita molto, ma la prossima volta sarà migliore- e così se ne andò. Io ero abbastanza soddisfatto ma avrei voluto di più comunque avrei potuto rifarmi vista la sua promessa.
Il giorno seguente mi arrivò un messaggio al cellulare, era lei che mi diceva di avvertirla quando in casa mia non ci fosse stato nessuno e che avremo potuto divertirci molto, era una vera troia! Due giorni dopo i miei uscirono per andare a fare compere, mentre mia sorella era all’università. Io telefonai subito a Linda e lei corse in motorino da me. Io aprii la porta e lei mi saltò addosso chiuse la porta e incominciò a baciarmi con molta foga, mi stese in corridoio e cominciò a spogliarmi e mentre mi toglieva i pantaloni mi disse –sono tre giorni che aspetto questo momento- . Nel frattempo ero rimasto in mutande mentre lei si stava spogliando, era bellissima, si tolse il reggiseno e liberò due belle tette. Rimase con un tanga nero che le metteva in mostra il bellissimo sedere.
Se lo tolse e io mi tolsi le mutande, salto fuori a molla il mio cazzo già duro, anche lei era gia molto eccitata, dalla figa depilata le scendeva lungo la coscia un goccia di umore. Si sedette sopra di me e senza pensarci due volte si impalò completamente. La sua vagina era umidissima e il mio cazzo scorreva senza nessun attrito. Lei urlava di piacere e mi disse –voglio godere fino a che non tornano i tuoi- io non sapevo se avrei resistito tutto quel tempo, lei pompava ad un ritmo forsennato, io le stuzzicavo i capezzoli, dopo pochi minuti venne e mi bagnò di caldi umori il cazzo, dopo l’orgasmo si calmò un po’ e si chinò a baciarmi, io non persi tempo e cominciai a pompare da sotto, lei stava godendo di nuovo e poco dopo venne, era dall’orgasmo facile questa ragazza o forse aveva voglie represse da tempo comunque io mi ero deciso ad accontentarla. Dopo il suo secondo orgasmo la presi di peso e la misi a pecorina, pompai per circa un minuto e poi quando stavo per venire, estrassi malvolentieri il cazzo dalla sua accogliente tana, lei si girò di colpo e lo prese in bocca accogliendo in gola tutto il mio nettare.
Lei però non era ancora stanca, tenne in bocca il mio cazzo, che aveva perso un po’ di vigore e aveva preso a spompinarmi, era bellissimo, le sue labbra erano pari a quelle della sua figa, quando il mio cazzo fu pronto lei mi disse –ora inculami porco!- io rimasi un po’ perplesso, non avevo mai fatto sesso anale ma la cosa non mi dispiaceva affatto, la distesi su un fianco e la penetrai nel culo, era una vara e propria troietta cominciai a spingere e lei li incitava a sfondarla tutta e ad aumentare il ritmo, intanto lei si stuzzicava il clitoride, sembrava apprezzare il sesso anale e venne tre volte con forti urla di piacere prima che con un potente getto le inondassi l’intestino. Lei dopo quest’ultimo rapporto sembrava soddisfatta e dopo essersi rivestita mi salutò con un caloroso bacio e se ne andò, promettendomi che sarebbe tornata perché le piaceva troppo farsi scopare da me.
ESPERIENZA DI SESSO ORALE (Primo Pompino) di Cristina
Poco più di tre anni fa sperimentavo da circa 7 mesi il mio primo rapporto di coppia "serio", pensavo di aver
abbandonato la fase delle relazioni adolescenziali ed essere finalmente sbarcata nel mondo degli adulti.
Per celebrare questo passaggio dopo 3 mesi di relazione mi ero concessa al mio fidanzato, che chiamerò Marco,
lasciando sul letto dei suoi genitori la mia verginità; dopo qualche rapporto non proprio soddisfacente,
iniziai ad apprezzare sempre più le gioie del sesso. Ben presto però mi resi conto che i nostri orizzonti erano
troppo limitati, ciò era causato dalla mia naturale timidezza e dalla sua scarsa esperienza, quindi decisi di
approfondire la nostra intimità che fino a quel momento era ferma al rapporto classico e a qualche toccatina sfuggente.
In una piovosa mattina d'inverno, durante le vancanze scolastiche di natale, Marco si presentò a casa mia come era sua giusta abitudine fare quando i miei non erano presenti per consumare la nostra unione. Ma io, quel giorno, la pensavo in maniera diversa; sin dalla sera prima mi chiedevo quale dovesse essere il passo successivo verso una sessualità più piena; la scelta fu quasi obbligata: avremmo fatto sesso orale. La mia innata timidezza non mi
aveva mai permesso di parlare apertamente a qualcuno di questo mio desiderio, nemmeno alla mia migliore amica
avevo confidato quest'attrazione; nonstante tutto non volevo di certo fare brutta figura con Marco e quindi non
mi rimase che documentarmi su internet. Trascorsi una paio d'ore della notte a visionare foto e filmati che
riguardassero l'argomento in questione cercando captare i segreti che donne più esperte di me mettevano in pratica
sul video del mio computer; più procedevo nella ricerca più aumentava in me la voglia di mettere in pratica
quel desiderio che da qualche giorno avevo in testa e che mi faceva inumidire la passerina.
Erano circa la 10 di mattina quando Marco arrivò a casa mia, persino un po' prima del solito, come se qualcosa
gli avesse suggerito i miei buoni propositi. Dopo i saluti e i bacetti di rito, decisi che era tempo mettere
in pratica il mio piano. Eravamo seduti sul mio letto avvinghiati in ferrei baci, sfruttando la situazione feci
scivolare la mia mano verso l'ingiune di lui che, come mi aspettavo, presentava chiarissimi segni di indurimento. Staccai uno per uno i bottoni dei pantaloni ed infilai la mano all'interno, trovando gli slip che
a fatica trattenevano il suo membro ormai completamente eretto. Vedendosi subito incalzato, Marco decise di facilitarmi le operazioni sollevando il bacino e permettendomi di togliergli i jeans, per poi rapidamente portare la sua mano sotto la mia gonna, trovando però l'opposizione dei pesanti collant invernali. Capendo il suo disappunto mi alzai in piedi di fronte a lui e in un solo movimento tolsi collant e slip, mentre compievo tale
operazione Marco colse l'occasione per denudarsi anche lui e così mi ritrovai e fissare il suo membro eretto.
Il suo pene era leggermente ricurvo verso il basso e la pelle ricopriva interamente il glande, rimasi qualche istante a fissarlo pregustando ciò che mi attendeva e che Marco ignorava. Dopo essermi ripresa, mi sedetti
alla sua destra e afferrai il suo membro con decisione; credo che Marco fosse rimansto un po' sospreso da questa mia mossa ma di sicuro non gli dispiacque. Iniziai a masturbarlo lentamente e dopo pochi secondi staccai le mie
labbra dalle sue dicendogli "aspetta, ho una sorpresa per te"; calai la testa verso il suo pene che la mia mano strigneva con forza; tirai la pelle verso il basso in modo da scoprire intermente il glande e con la punta della
lingua accarezzai dalla base della cappella fino alla sommità per poi ridiscendere; sentii chiaramente un sospiro che segnalava il gradimento della sorpresa ricevuta; incoraggiata dalla reazione del mio compagno feci scivolare
in bocca metà del suo pene, mentre con la mano tenevo ancora la pelle abbassata e iniziai un lento su e giù e con la lingua percorrevo ogni centimetro della sua asta; iniziai a muovere la mano e con la testa seguivo tale movimento.
Le sensazioni che provavo erano stupende, quel corpo caldo ed eccitato che occupava la mia bocca e che facevo muovere a mio piacimento, i sospiri di piacere di Marco che, nonstante avessi gli occhi chiusi, sapevo mi stesse
fissando mentre facevo sparire nella mia bocca il suo pene; tutta questa eccitazione sentivo si trasferiva sulla mia passerina sotto forma di calore e di umori che mi inumidivano liberi da qualunque impedimento.
Intanto continuavo la mia opera e sentivo che Marco era ormai al limite, ogni tanto uscivo il pene dalla bocca e lo leccavo tutto per bene oppure premevo la cappella sulla lingua e la muovevo a destra e a sinistra.
Improvvisamente sentii il glande gonfiarsi e Marco quasi strillare "sto per venire"; liberai il pene dalla morsa della mia bocca e mi sedetti nuovamente accanto e lui, intanto lo masturbavo con forza mentre fissavo il suo pene
interamente bagnato dalla mia saliva, fissavo la pelle salire e scendere rapidamente sotto i colpi della mia mano;
fino a quando un'enorme schizzo di sperma non partii dalla punta della cappella colpendomi sulla maglietta poco sotto
il seno, a questa vista sorrisi e aumentai ancora la velocità della mia mano, subito un secondo schizzo mi
raggiunse all coscia destra e altri tre meno intensi mi sporcarono il braccio e la mano con la quale lo masturbavo.
Continuai a muovere la mano su e giù ancora per un po' fino a quando il pene tornò molle e privo di vita, intanto fissavo gli schizzi di sperma sul mio corpo e in particolare la mano che ne era quasi ricoperta.
Da quel giorno ho iniziato a tenere in grande considerazione il sesso orale sia fatto che ricevuto e divenuta più
esperta ho imparato anche ad apprezzarlo in modo più completo, ma di questo parleremo un'altra volta...
LA PRIMA VOLTA CON UNO DI COLORE
era da tempo che chiara aveva la fantasia di giocare con un ragazzo di colore,ma non avevamo mai avuto l'occasione adatta...ma un giorno..era la sera del 10 ottobre decidemmo di andare a fare un giro verso il mare,un mio amico mi aveva detto che c'era una zona molto frequentata da ragazzi di colore e cosi decidemmo di farci un giro..poco dopo arrivammo nella piazza, parcheggiamo la macchine e decidemmo di farci un giro a piedi,chiara indossava una mini stretta nera,sotto calze autoreggienti color carne e sopra una maglia che poco lasciava all'immaginazione.ci siamo incamminati lungo il marciapiede che costeggiava il mare quando ad un certo punto vedemmo un piccolo bar,all'interno c'era tre di colore molto alti e ben messi fisicamente,allora chiesi a chiara di provare ad entrare x vedere l'effetto dei ragazzi.entrammo e gia vidi i ragazzi puntare gli occhi su chiara .ci mettemmo su un tavolino a berci il caffe e loro si misero due tavoli piu in la' chiara accavallo' le gambe in modo di far vedere le calze,infatti uno dei tre si accorse e subito anche gli altri fecero la stessa cosa.poco dopo chiara ando in bagno allora mi venne in mente che era l'occasione giusta.chiamai uno dei tre e lo feci venire al tavolo mi presentai e gli o spiegato la situazione.lui gia aveva capito cosa andassimo cercando infatti mi disse che non c era problemi ,e che se avremmo voluto saremmo potuti andare a casa sua li vicino.io accettai subito.arrivo chiara e la vidi che era rimasta di stucco vedendo billy al tavolo nostro.si presentarono poi gli spiegai la cosa.dopo 5 minuti eravamo a casa di billy,un piccolo appartamento ma molto carino e curato.abbasso le luci e mise un po' di musica adatta al momento.io dissi a chiara,dai facci uno strip cosi fai vedere a billy quanto sei brava e lei accetto' subito la cosa.la vedevo che era molto eccitata dalla situazione.pian piano incomincio' lo strip in modo molto sensuale e una volta rimasta con le mutande prese billy e incomincio a strusciarsi a lui.io ero gia in tiro vedendo lei fare la troia come non mai.ad un certo punto lo fece rimanere in boxer e vidi subito la sua mano entrare dentro x estrarre quel bel manico nero da sempre desiderato dalei,era circa un 23 x 18 mai visto cosi grande,infatti lo comincio' subito a leccare avidamente la cappella poi piano scendere sotto le palle rigonfie del nero finche prese le redini billy che la appoggio' di schiena sul divano ed incomincio' a leccargliela tutta ,lei comincio a gemere di piacere come non aveva mai fatto era bagnatissima,lui comincio' a infilargli due dita mentre continuava a leccarla.dopo circa 10 minuti la prese e la porto' in camera,se lo fece succhiare ancora poi la mise alla pecorina,punto' la cappela nel buco e con una botta secca entro tutto chiara emise un grido di piacere x poi urlare sempre piu sotto i colpi possenti del nero.mentre la sbatteva comincio a schiaffeggiargli il culo sempre piu forte e li chiara comincio a dirlgi si schiaffeggiami dammelo tutto il tuo cazzone nero sbattimi tutta,,si lo voglio..ancora...
PER LA PRIMA VOLTA
Bene eccomi per la prima volta a confidare una mia avventura accaduta lo scorso anno precisamente verso la fine di agosto.
Io sono un imprenditore, mi occupo di ristrutturazioni edili. Sono stato contattato uno o due mesi prima delle ferie estive da una coppia per dei lavori di ristrutturazione della loro villetta al mare, intendevano e poi realmente iniziati intorno ai primi giorni di ottobre.
ma torniamo a noi, ricordo di aver preso appuntamento per visionare i progetti relativi alla ristrutturazione presso l’abitazione di Roma, un appartamento situato al 11° piano di un quartiere sulla Cristoforo Colombo, da premettere che Gia’ piu’ di qualche volta ci eravamo visti, parlati e comunque conosciuti proprio per l’esecuzione di questi lavori.
Quella sera comunque dovevamo mettere a punto alcuni dettagli sia lavorativi che economici , sono arrivato prima dell’orario stabilito e quindi ho dovuto attendere il loro arrivo dal lavoro, infatti eccoli arrivare ,con 15 minuti di ritardo, lui, Francesco, un uomo di 55 anni ben portati, elegante, raffinato direi,dai modi eleganti, lei Laura 40 ani ben portati, giovanile, capelli neri corvini , ben vestita, truccata in modo veramente elegante, passati ai saluti andiamo un attimo al bar per un caffe’,scusandosi per il ritardo dovuto a ritardi negli acquisti, infatti erano pieni di buste pacchetti e altro, entriamo poi nell’atrio del palazzo dove abitavano, chiamiamo l’ascensore , un po’ piccolo, insomma tra pacchi e pacchetti, noi tre, stavamo strettini, io son capitato, giuro non volutamente dietro di Laura. Per chiudere le portedell’ascensore Laura si spinge contro di me, un sedere sodo,lo sentivo bene perche’ aveva una gonna leggerissima, li per li’ non sapevo che fare, i suoi capelli li avevo in viso, profumavano come lei del resto, cercavo di muovermi cercando di togliermi da dietro, ma lei si muoveva contro di me mi stava facendo eccitare e lei lo sentiva, undici piani interminabili, avevo il membro ormai duro contro di lei, arrivati al piano,stesso rituale, per aprire le porte lei si spinge forte contro di me , forse per sentirlo meglio, esce il marito, lei si china ancora meglio per raccogliere delle buste e nello stesso tempo muove il bacino contro il mio membro ormai durissimo.comunque entriamo in casa, si poggiano i pacchi, ci avviamo verso il salone, tra una chiacchiera e un’atra, tra un’occhiata e un’altra si comincia ad avere una certa armonia, siamo passati al tu , il marito ad un certo punto dice che deve scendere a prendere le sigarette, esce dal salone socchiudendo la porta, si sente la porta d’ingresso sbattere, ho pensato e’ uscito……, lei si avvicina e mi dice che vorrebbe vedere meglio quello che ha sentito in ascensore prima che risalga il marito, mi mette una mano li comincia a palpare, mi slaccia i pantaloni lo prende in meno, si china e comincia a spompinarmi, una bocca sensuale, dolce, raffinata, comincia a spogliarsi io le di coche se torna il marito succede un quarantotto, lei mi dice di non preoccuparsi tardera’ sicuramente.
Ben presto rimane in tanga, si china sul tavolo vuole che le lecchi il culo, vuole la lingua dentro il culetto, nel frattempo si sditalina follemente. Dopo credo 5 minuti che le stavo leccando il culo, ormai allargato, mi chiede di incularla, pian piano, io l’assecondo, appoggio la cappella sul buchetto, spingo pian piano ma entro senza nessuna resistenza, incomincio ad incularla piano poi sempre piu’ forte, gemeva come non avevo mai sentito fare, sento dei rumori e la porta si apre, era il marito che aveva fatto finta di uscire, si stava facendo una sega vedend la moglie a pecorina, si avvicina e le mette il cazzo in bocca, lei non capiva piu’ nulla l’abbiamo scopata , inculata, per molto tempo, da li’ poi sono iniziati molti incontri , trasgressivi, andavamo in giro in macchina e lei a turno spompinava un po il marito,e un po’ me, cercavamo luoghi insoliti come i parcheggi per farsi infilare il cazzo davanti e dietro, insomma ora sono il loro amante fisso
IO, BABYSITTER
Ciao. Mi chiamo Alessandra. Ho ventidue anni e sono universitaria: il mio sogno è quello di laurearmi presto in giurisprudenza ma il costo per l’istruzione è diventato oggi quasi proibitivo e quindi per mantenermi agli studi, oltre che sull’aiuto della mia famiglia, devo necessariamente fare affidamento su qualche piccolo e saltuario lavoro che ogni tanto trovo e che mi lascia il tempo di preparare gli esami senza rimanere troppo indietro. Le varie esperienze avute mi hanno fatto però rendere conto che il rapporto tra il tempo sacrificato allo studio e il guadagno realizzato, non è mai stato positivo e conveniente.
Devo invece ringraziare mia zia se, circa un anno fa, mi ha dato una grossa opportunità: una sua amica, madre di due bambini di sei e otto anni, cercava disperatamente una ragazza come babysitter. In verità dissi subito a mia zia che non mi sentivo capace, non avendo avuto alcuna esperienza. Lei insistette perché, conoscendomi, era convinta che il mio aspetto solare, il carattere allegro e gioioso, la mia semplicità mi avrebbero molto aiutato. Mi feci convincere a tentare e fu lei stessa che mi accompagnò la prima volta presso l’abitazione di questa famiglia.
Ebbi subito un’ottima impressione delle persone e dell’ambiente e fui subito entusiasta della prospettiva che si andava delineando. Altrettanto accadde dall’altra parte: anch’io in qualche modo ero riuscita a dare un’immagine di simpatia sia alla mamma sia, soprattutto, ai due bambini. Non ebbi bisogno di fare ulteriori calcoli: la mattina avrei potuto tranquillamente frequentare l’università poiché il mio lavoro si sarebbe limitato dal tardo pomeriggio fino la sera. Il compenso orario era come non avrei mai sperato e quindi avevo subito deciso: il lunedì successivo sarebbe stato il mio primo giorno di lavoro come babysitter.
Ero soddisfatta di questa nuova organizzazione della mia vita e mi sentivo anche più tranquilla.
Il pomeriggio alle 17,30 andavo a prendere i bambini a scuola, aiutavo il più grande a svolgere i compiti, giocavamo insieme tutti e tre, poi gli preparavo e davo la cena in attesa che tornasse a casa uno dei due genitori. In effetti, sia il papà, sia la mamma, erano molto impegnati dal lavoro e, come mi ero resa conto, difficilmente i loro tempi coincidevano. Mi trovavo perfettamente a mio agio: la signora Chiara, simpaticissima, aveva circa trentacinque anni e il marito, Fabrizio, forse qualcuno in più, ma non ne ero completamente sicura perché lo avevo solo intravisto da lontano. In seguito quando capitò l’occasione rimasi sorpresa nell’apprendere che invece aveva quasi quarantasei anni: caspita! Se li portava molto bene. Fisico sportivo, sguardo tenebroso ma intrigante. Devo ammettere che era un bell’uomo e più ci parlavo più lo trovavo interessante. Frenavo e limitavo il sorgere di ogni mio ulteriore pensiero ricordandomi che Fabrizio aveva l’età di mio padre.
Ma tra il dire e il fare…. ! Spero solo che i miei genitori non leggano mai la cronaca di questa mia storia.
Per quello che mi riguarda sono consapevole di non essere una ragazza dall’aspetto mozzafiato. Alta un metro e sessantanove, ho infatti ben poco da vantare: un bel viso con dei lineamenti che, nel bene e nel male, accentuano la mia aria da ingenua, i capelli sono castano chiari e ricci, gli occhi verdi; un bel sorriso fa da cornice. Altro non ho. Certamente avrei voluto un seno un po’ più sodo e meno molliccio: indossando il reggiseno sono quasi uno schianto, ma senza, le mie tette si allargano un po’ troppo sul mio corpo. Sono molto critica degli antiestetici cuscinetti che ho sulle cosce, anche se non sono molto evidenti: fortunatamente i jeans, che praticamente indosso sempre, li contengono dando ulteriore forma sostanziosa al mio fondo schiena. Di necessità ho dovuto sempre far virtù e quindi, crescendo, ho creato un micidiale cocktail miscelando l’apparente aria ingenua con la reale sfrontatezza, necessaria certe volte per farmi notare. E’ proprio questa sfrontatezza che non riesco a mitigare e che mi caccia nei guai; e poi, quando mi metto in testa una cosa….
Intanto era già un mese che facevo la babysitter e in questo frattempo, oltre ad aver raggiunto una notevole confidenza, avevo assimilato le abitudini di tutti.
Fabrizio, per esempio, era solito che, appena tornato a casa dal lavoro, come prima cosa facesse una doccia. Poi, uscito dal bagno indossando l’accappatoio, se ne andava nella sua camera da letto tenendo sotto il braccio gli abiti tolti per riapparire dopo dieci minuti vestito con una delle sue innumerevoli tute da ginnastica, quasi una mania. Ogni volta, poi, non mancava di giustificarsi dicendo che dopo un’intera giornata in giacca e cravatta, non vedeva l’ora di mettersi finalmente in libertà.
Quel giorno, nonostante l’abitudine fatta, notai invece qualcosa di diverso: un nuovo accappatoio celeste che gli aveva regalato la moglie. Seguii con la coda dell’occhio l’abituale passaggio di Fabrizio dal bagno alla sua camera. Ma non notai solo l’accappatoio. Forse perché era di una taglia più piccolo degli altri ma, seppur chiuso in vita dalla cinta, lasciava un generosa apertura sul davanti. Attraverso quello spiraglio faceva capolino quello che la mia curiosità da tempo avrebbe già voluto aver visto. Seppur in uno stato di rilassatezza l’aspetto di quella cosa era di quelli invitanti. Non ne riuscii a percepirne la forma… ma le dimensioni… quelle si. A casa, prima di addormentarmi, ripensando a quella scena mi resi conto che inconsciamente stavo accarezzando la mia cosina. Cacciai via il pensiero ricordandomi che.. purtroppo… data l’età, Fabrizio poteva essere mio padre.
La situazione si ripropose anche nei giorni successivi e man mano sembrava stesse diventando come un appuntamento: ogni volta che Fabrizio usciva dalla doccia facevo in modo di trovarmi sul suo cammino con il mio occhio pronto a cogliere l’attimo fuggente della gradevole mostra. Sicuramente alla lunga Fabrizio si era accorto delle mie manovre… ma nonostante questo non faceva trasparire nulla di diverso dal suo impeccabile comportamento nei miei confronti; cominciarono invece a mutare le sue abitudini. Ad esempio notai che la porta del bagno, mentre faceva la doccia, adesso rimaneva socchiusa. Per me era un modo per spiarlo mentre, ancora bagnato, indossava l’accappatoio: l’assenza della pancetta metteva ancor più in risalto il suo sesso. Mi piaceva vedere soprattutto quando se lo asciugava. A letto, la sera, prima di addormentarmi, quel pensiero era diventato un’ossessione. La mia sfrontatezza già stava lavorando per superare il tormentoso momento.
Avevo provato e riprovato più volte nella mia testa il piano che un giorno, decisa, attuai. Fabrizio era in doccia già da cinque minuti e la porta del bagno era, come al solito, socchiusa. Mi assicurai che i bambini erano nella loro stanza assorti nel guardare un cartone animato. Presi quasi la rincorsa per sembrare più veritiera possibile. Entrai nel bagno! La doccia era alle mie spalle e quindi non dovetti simulare l’imbarazzo di vederlo nudo. Avevo calcolato tutto.
“Oh! Scusami Fabrizio! Ero con la testa fra le nuvole e non ho neanche fatto caso che c’era la luce accesa nel bagno!”
Tra lo scrosciare dell’acqua sentii la sua voce: “Nulla! Non ti preoccupare, Alessandra! Succede! Anzi… se non ti dispiace… approfitto… visto che sei qui puoi porgermi la bottiglietta dello shampoo che ho lasciato sul lavabo? Ti puoi anche girare.. tanto sono chiuso nella doccia!”. Ormai ero in gioco… e mi piaceva giocare… senza regole! Presi la bottiglietta e allungai il braccio verso il box doccia, che si aprì quel tanto necessario.
“Per favore avvicinati di più, Alessandra; se tiro fuori il braccio, bagno tutto per terra… e chi la sente poi Chiara!!”. Attraverso il vetro lavorato del box, intuivo la figura di Fabrizio. Solo l’apparenza di una macchia più scura mi faceva supporre l’altezza del suo pube. Infilai il braccio nello spiraglio cominciando a sentire l’acqua che mi bagnava la mano.
Mi piaceva immaginare l’effetto avuto su Fabrizio in quel momento nel vedere la mia mano poco distante dal suo corpo nudo e … dal suo membro. Ero riuscita, come avrei voluto, con questo semplice gesto a provocargli un’erezione?
Lasciai passare qualche giorno. Poi riprovai il gioco. Sarebbe stato banale se fossi entrata come la prima volta… così decisi di bussare alla porta del bagno.
“Fabrizio! Uno dei bambini ha bisogno dei fazzolettini di carta. Posso entrare a prenderli?” Il rumore dell’acqua come al solito copriva la voce. “Entra pure Alessandra! Nessun problema!”.
Questa volta il box doccia era aperto per quasi la metà, ne vedevo l’immagine allo specchio. Tergiversai un poco trafficando nel cassetto dove erano riposti solitamente i fazzolettini. “Accidenti… non li trovo…. forse sono terminati… bisogna ricomprarli…” E mentre le mani frugavano alla cieca, i miei occhi puntavano allo specchio dove vedevo riflesso Fabrizio afferrare con una mano il suo membro mentre con l’altra lo insaponava. Un improvviso calore si impadronì delle mie guance. Adesso però dovevo voltarmi per uscire… e quindi… inevitabilmente avrei dovuto guardare.. Come mi sarei dovuta comportare? Fabrizio questa volta mi venne in aiuto togliendomi dall’imbarazzo. ”Alessandra, ti dispiace porgermi l’accappatoio?”. “Certo, Fabrizio!”. Mi avvicinai alla doccia e glielo passai. Ma per quanto ancora avrebbe retto quel sottile e complice gioco?
Le mie notti erano diventate sempre più roventi: mi masturbavo immaginando di fare l’amore con lui, di soddisfare la mia voglia di sesso. La mia mente costruiva situazioni differenti, ma l’epilogo era sempre quello: provare dentro di me il suo pene. Ormai al colmo della sfacciataggine ero arrivata al punto di entrare in quel bagno inventandomi le scuse più banali.
“Fabrizio, posso entrare? Devo solo pettinarmi!”. Non aspettavo più neanche la risposta. Entravo comunque! Così davanti allo specchio, con la spazzola in mano passavo dieci minuti a sistemare i mie ricci capelli. I nostri sguardi riflessi sullo specchio si incontravano continuamente senza alcun reciproco imbarazzo. I miei sorrisi dovevano essere un messaggio rassicurante per lui; però non accadeva nulla. Cominciavo a pensare che non saremmo andati mai più in là più di quello che si faceva. Forse il vero motivo era che non lo attraevo abbastanza. Questo mi preoccupava di più. Così, un po’ delusa, cominciai a diradare le mie incursioni in bagno.
Ormai era primavera inoltrata e il caldo si faceva sentire ogni giorno di più. Quel giorno ero vestita con i soliti jeans e solo una camicetta bianca sopra. Fabrizio rientra presto a casa ed i bambini stanno ancora facendo il loro riposino pomeridiano. Solita doccia. Sento chiamarmi “Alessandra, puoi venire qui un attimo, per favore?”. “Che è successo Fabrizio?”. “Devi scusare al mia sbadataggine; ho comprato il sapone da barba e devo averlo lasciato poggiato sul tavolo della cucina! Ti dispiace portarmelo qui?”. “Figurati!” – rispondo. Vado a prenderlo. La porta del box è quasi completamente chiusa, imperlata dall’acqua della doccia che continua a scendere calda, creando grosse nuvole di vapore. Allungo la mano e sento prendere il flacone…. Stò per mollare la presa quando Fabrizio afferra il mio polso… cerco istintivamente di ritrarre la mano.. ma la stretta, anche se non forte, è decisa e ferma.
“Fabrizio che fai? Vuoi farmi bagnare tutta?”
L’altra sua mano apre il palmo della mia. Con un lento e deciso movimento viene spinta verso il basso. Sento il contatto con qualcosa di caldo e duro. Serro la mano. E’ il membro di Fabrizio. Non ci posso credere! Tengo in mano il suo sesso: si sta realizzando quello ho sognato tante volte.
Supero l’attimo di imbarazzo dovuto alla sorpresa: “Fabrizio, ti prego, che stai facendo?” Per tutta risposta lui comincia a spingere la mia mano lungo l’asta. Si sta facendo masturbare…
“Fabrizio, ti prego.. i bambini potrebbero accorgersi….” Lui molla la presa ma sono io, da sola, che senza nessuna forzatura o costrizione continuo quel movimento di su e giù. Avverto il pulsare di quella carne che tengo stretta; senza ancora vederla, ne colgo la forma in ogni particolare. La posizione è scomoda e il braccio comincia ad indolenzirsi. Ma più che il dolore è la voglia di fare sesso; non riuesco più a contenermi e sbotto: “Fabrizio, ho voglia di fare la doccia con te!”.
“E cosa aspetti allora… credi che non mi sia accorto che sono mesi che attendi questo momento… non è vero?“.
La porta del box si apre tutta e vengo tirata dentro vestita. L’acqua calda mi bagna tutta e la mia camicetta, aderendo al mio seno, diventa trasparente: si vedono chiaramente i miei capezzoli irti e induriti. Fabrizio afferra con vigore i miei capelli dietro la nuca e mi avvicina al suo viso. E’ il preludio di un bacio lungo ed appassionato. Continuo a tenere ben saldo in mano quel bastone vivo dal quale non riesco a staccarmi. Presto la mia camicetta è sbottonata e tolta. Le mani di Fabrizio afferrano le mie tette palpandole selvaggiamente quasi fino a procurarmi dolore. Avrei voluto gemere di piacere, ma avevo paura che i bambini si svegliassero e interrompessero quel momento. Le mani di Fabrizio mi afferrano per la testa spingendomela giù verso il suo sesso; mi inginocchio e me lo trovo davanti agli occhi. La punta del glande strofina impaziente le mie labbra che non tardano a dischiudersi e aprirsi vogliose ad assaporare quel membro. Mi stringo al suo corpo fino a sentirmelo spinto in gola. Inizio un rapporto orale come mai avevo fatto prima. Mi sorprendo della mia avidità e perversione. Sotto la doccia, poi, non mi era mai capitato. Con la lingua scorro tutta l’asta, prima sopra poi sotto fino ad arrivare a leccargli i testicoli, poi torno su e mi soffermo a roteare velocemente la lingua sulla punta del glande. Questo gioco gli piace e lo eccita molto.. lo sento ansimare forte. Mi tiro su, mi slaccio i pantaloni che riesco a togliere a fatica, appiccicati alle mie gambe a causa dell’acqua. Una volta liberata degli indumenti Fabrizio mi gira con forza sbattendomi contro la parete della doccia. Mi strappa lo slip… l’attesa mi sembra lunga un’eternità. Ecco finalmente l’oggetto del mio folle desiderio farsi strada fino a raggiungere la mia cosina ormai colante di umori. Mi inarco sentendo quei tanti centimetri di carne che sembrano non finire mai di entrarmi tutti dentro. Il pensiero: mi sto facendo possedere da Fabrizio, un uomo della stessa età di mio padre. Un po’ di vergogna, ma molto più forte è l’eccitazione della trasgressione.
“Fottimi, …fottimi… …più forte, ti prego… Fabrizio.. fottimi, fammelo sentire bene! Sbattimi come ti pare, sono la tua giovane puttanella!” e poi ancora..”Quanto tempo era che desideravi farti una ragazza come me? Ti piace il mio sesso ancora stretto?” Più lo incito e più i suoi colpi sono forti e violenti. Intanto mi bacia e mi mozzica sul collo, mi lecca i lobi delle orecchie, mi strapazza le tette.. Fabrizio mi sta fottendo come ho sempre sognato.
Il mio viso è schiacciato contro il rivestimento della doccia. L’acqua calda continua a cadere sopra di noi rendendo tutto più eccitante. Un forte tremito del corpo e un prolungato gemito prontamente soffocato dalla sua mano sulla mia bocca, sono il segnale che ho raggiunto l’orgasmo. Fabrizio lentamente si sfila da me dicendo: “Adesso Alessandra devi farmi un favore! Raccogli la saponetta che sto facendo cadere!”. Odo il rumore. Ubbidisco. Senza potermi girare, scivolo lungo la parete di fronte a me fino a chinarmi. Nel fare così sto porgendo su un vassoio d’argento il mio fondo schiena al suo bastone sempre in tiro. Ho un certo timore perché non ho mai avuto rapporti anali, ma non mi importa di nulla: c’è sempre una prima volta! Questa era la mia. Sento strusciare il suo membro sul mio buchetto posteriore. Una volta puntato e poggiato è un attimo: il dolore è straziante e gli chiedo di fermarsi. “Piano Fabrizio, è la prima volta e lo sto facendo con te!”
Passato quel momento di dolore sono poi io stessa a comandare la penetrazione. Finalmente il mio sfintere si è abituata a quell’ingombro: dilatato a sufficienza non provo più alcun dolore: sono io a spingere con decisione e forza. Fabrizio entra tutto dentro di me anche nel sederino: adesso anche lì ho perso la verginità. Mi afferra per le cosce e comincia a sodomizzarmi con movimenti sempre più veloci. E’ tutta una sensazione nuova per me e sono sorpresa che anche in quel nuovo modo il mio piacere che provo è tanto, aumenta, e non riesco a nasconderlo.
“Così mi piace da morire, Fabrizio! Lo sai che il tuo arnese è proprio grosso? Aprimi di più… è tutto tuo! Continua e non fermarti. Vienimi dentro! Riempimi! Voglio sentirti schizzare dentro. Ho aspettato tanto questo momento!”.
E Fabrizio con voce roca per l’amplesso: “Anch’io non vedevo l’ora di fare l’amore con te e di riempirti di sperma… ma non avrei immaginato di farlo dentro il tuo sedere… così è ancora più fantastico! Lo so che ti piace anche così.. !”
Le mie tette ballonzolano di qua e di là. Sento il rantolo finale di Fabrizio e l’ondata di liquido caldo. Percepisco chiaramente le pulsazioni dell’eiaculazione dentro di me; il suo membro si sgonfia fino a sfilarsi. Mi tiro su, mi giro e abbraccio Fabrizio baciandolo appassionatamente, frugando con la lingua ogni punto della sua bocca. Qualcosa di denso e caldo esce dal mio sederino e scivola giù all’interno delle mie cosce. Raccolgo il liquido con un dito che lecco avida davanti al suo sguardo esterrefatto.
“Fabrizio non sai quanto mi hai fatto felice oggi! Se fosse possibile vorrei continuare a fare la babysitter… a te e al tuo grosso arnese!” Fabrizio sorride. Mi inginocchio e per ringraziarlo di quel momento che mi ha regalato riprendo in bocca il sesso ancora sgocciolante di saporoso bianco nettare. Succhio tutto quello che è possibile succhiare. Mi tiro su e gli mostro la lingua con sopra lo sperma residuo: ingoio il tutto e spalanco la bocca per fargli vedere che adesso è vuota; gli sorrido nuovamente. E’ passata almeno mezzora. Per fortuna i bambini dormono e non si sono accorti di nulla.
Esco dalla doccia… i miei vestiti sono in terra completamente inzuppati. Per fortuna ho un cambio di riserva.
Aiuto Fabrizio ad indossare il suo accappatoio e allungo la mano in mezzo alle sue gambe ancora vogliosa.
“Si avvicina l’estate e il caldo.. quando facciamo la prossima doccia insieme?“. Fabrizio asciugandosi i capelli: “Presto, Alessandra… molto presto. Più presto e più frequentemente di quanto tu possa immaginare!!”.
Quel giorno avevo scoperto che è molto bello fare la babysitter… !!! Pensateci ragazze… siate sempre intraprendenti e mai timorose!!
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